In Italia ci sono oltre 16,4 milioni di pensionati, ma le prestazioni erogate superano quota 23,1 milioni, per una spesa complessiva annua di 372,4 miliardi di euro. È il quadro del sistema pensionistico italiano al 31 dicembre 2025, che registra un aumento dello 0,7% dei trattamenti rispetto all’anno precedente e una crescita del 2,3% degli importi complessivi. Il numero dei beneficiari è salito dello 0,6%, fino a raggiungere 16.405.073 persone, ciascuna delle quali percepisce in media 1,4 pensioni, anche di diversa natura. Il 68% riceve un solo trattamento, mentre il restante 32% ne cumula almeno due. I dati mostrano anche una differenza tra uomini e donne: queste ultime rappresentano la maggioranza dei pensionati, ma ricevono una quota inferiore dei redditi complessivi. Il divario tra uomini e donne emerge soprattutto dagli importi. Le pensionate costituiscono il 51% dei beneficiari, mentre agli uomini va il 56% dei redditi pensionistici. La differenza si riflette anche sulle somme percepite nell’arco dell’anno: per gli uomini il reddito medio raggiunge 26.031 euro, contro i 19.553 euro delle donne, con uno scarto del 33%.
“Una distanza che emerge nonostante la maggiore presenza femminile tra i titolari di prestazioni e che rappresenta uno degli elementi più significativi nella distribuzione dei redditi pensionistici.”
Vecchiaia, 11,5 milioni di beneficiari
La parte più consistente delle prestazioni, pari al 76,7%, è di natura previdenziale e comprende le pensioni di vecchiaia, invalidità e superstiti. Il 20,7% riguarda invece i trattamenti assistenziali, tra cui invalidità civili, assegni e pensioni sociali e pensioni di guerra, mentre il restante 2,6% è costituito da prestazioni indennitarie. Il gruppo più numeroso è quello dei titolari di pensioni di vecchiaia, che raggiunge 11,5 milioni di persone. Di queste, il 28% percepisce anche altri trattamenti, una possibilità che interessa una parte consistente dei beneficiari del sistema.
Seguono i titolari di pensioni ai superstiti, pari a 4,1 milioni. Soltanto il 31% riceve esclusivamente questa prestazione, mentre il 69% la cumula con pensioni di altra natura. Tra i beneficiari di trattamenti previdenziali figurano inoltre 858mila titolari di pensioni di invalidità, il 46% dei quali percepisce anche assegni di tipo diverso.
Prestazioni assistenziali per 4,1 milioni di persone
Sono 4,1 milioni i beneficiari di prestazioni assistenziali, quasi la metà dei quali riceve anche altri trattamenti. La quota di chi cumula pensioni di diversa natura raggiunge infatti il 48% e interessa soprattutto i titolari di indennità di accompagnamento che percepiscono anche prestazioni previdenziali. A questi si aggiungono 592mila beneficiari di rendite indennitarie, per i quali il cumulo risulta ancora più diffuso. Il 71% riceve infatti, oltre alla rendita, almeno un altro trattamento previdenziale o assistenziale.
Nel complesso il sistema conta 23.181.898 prestazioni, a fronte di poco più di 16,4 milioni di beneficiari, con una distribuzione che comprende sia persone titolari di un unico assegno sia pensionati che ricevono più trattamenti contemporaneamente.
Al Nord oltre la metà della spesa
Anche la distribuzione territoriale presenta differenze. Le regioni settentrionali concentrano il 47,2% delle pensioni e il 47,6% dei beneficiari, con importi medi superiori del 7,2% rispetto alla media nazionale. Al Nord è destinato il 51% della spesa pensionistica complessiva, mentre il Mezzogiorno assorbe il 28% delle risorse e il Centro il restante 21%.





