Le autorità polacche hanno annunciato l’arresto di due cittadini turchi sospettati di aver partecipato a un presunto atto di sabotaggio contro una stazione Starlink situata nella Polonia centrale. L’episodio, avvenuto circa un mese fa, è al centro di un’indagine che Varsavia collega direttamente agli interessi della Russia, in un contesto di crescente tensione legato al conflitto in Ucraina.
Secondo quanto riferito dal governo polacco, l’incendio ha colpito una struttura nella regione della Masovia, causando gravi danni al sistema di alimentazione elettrica e al generatore di emergenza della stazione. Le autorità ritengono che l’obiettivo fosse interrompere i servizi di comunicazione satellitare forniti da Starlink, una rete considerata strategica per le operazioni militari e le comunicazioni ucraine. Gli arresti sono stati effettuati in Germania su richiesta dei servizi polacchi.
I due sospettati dovranno ora rispondere in Polonia dell’accusa di aver eseguito un’azione di sabotaggio su istruzioni di un servizio di intelligence straniero. Il ministro polacco incaricato dei servizi speciali, Tomasz Siemoniak, ha dichiarato che non vi sarebbero dubbi sul coinvolgimento di apparati russi dietro l’azione. Secondo il ministro, Mosca farebbe sempre più spesso ricorso a soggetti provenienti dagli ambienti della criminalità per portare avanti attività clandestine all’estero, rendendo più difficile individuare i responsabili diretti.
L’episodio si inserisce in una più ampia serie di incidenti che diversi governi dell’Unione Europea attribuiscono a una strategia di guerra ibrida volta a indebolire il sostegno occidentale all’Ucraina. Mosca ha più volte respinto accuse analoghe, definendole prive di fondamento.
La vicenda assume un rilievo particolare per il ruolo centrale svolto da Starlink nel teatro ucraino. Migliaia di terminali satellitari vengono utilizzati dalle forze armate di Kiev per garantire collegamenti sicuri sul campo di battaglia e coordinare diverse operazioni. Il sistema, attivato in Ucraina poco dopo l’invasione russa del 2022, è finanziato in parte dalla Polonia attraverso il pagamento degli abbonamenti necessari al funzionamento del servizio.





