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Manovra, Giorgetti: “Crescita all’1%? Un mezzo miracolo”. E avverte: “Non è più l’età dell’oro degli scostamenti”

lunedì, 12 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Una crescita dell’1% che, alla luce delle difficoltà dell’economia europea e delle tensioni internazionali, rappresenta “un mezzo miracolo”, mentre sui margini di intervento della finanza pubblica pesano le nuove regole europee e un confronto con Bruxelles il cui esito resta ancora incerto. È il quadro tracciato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, durante l’audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato per l’esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2026, nella quale ha difeso la prudenza delle previsioni del governo e richiamato la necessità di preservare la credibilità acquisita sui mercati e nelle sedi internazionali. “La crescita dell’1% è un fallimento? Anche io vorrei una crescita del 3-4%, la crescita media dell’Eurozona è dell’1%, la vecchia Europa fa fatica a crescere”, ha osservato Giorgetti, che non ha nascosto l’insoddisfazione per il ritmo dell’economia, pur invitando a considerare le difficoltà del contesto internazionale: “La situazione internazionale è tale per cui oggettivamente non dico che mi accontento, ma è un mezzo miracolo che, nonostante i nuvoloni che ci sono attorno, vada ancora così”, ha aggiunto il titolare del Tesoro.

Una valutazione che si accompagna al richiamo ai vincoli imposti dalle regole comunitarie, rispetto ai quali il Ministro ha escluso la possibilità di tornare alla libertà di intervento sul bilancio pubblico degli anni passati: “Non siamo più nell’età dell’oro in cui gli scostamenti si potevano fare tranquillamente perché non esistevano regole”, ha spiegato Giorgetti.

La trattativa con Bruxelles

Sul contenuto delle misure e sui margini concessi dalle regole europee il Ministro ha chiarito che il confronto con la Commissione è tuttora in corso e che le valutazioni potrebbero cambiare nelle prossime settimane, anche alla luce delle richieste avanzate dall’Italia e condivise da altri Paesi: “Voi pretendete: diteci le misure, ma c’è in corso una trattativa con gli uffici della Commissione europea”, ha risposto Giorgetti alle sollecitazioni sulle scelte dell’esecutivo, spiegando di essere impegnato a ottenere un’interpretazione ragionevole della Nec, la spesa primaria netta, parametro di riferimento delle nuove regole di bilancio.

Nessuna certezza, per ora, sull’esito del negoziato. “Ce la faremo? Non lo so”, ha ammesso il Ministro, precisando che tra due settimane le valutazioni attuali potrebbero trovare conferma oppure cambiare. L’auspicio è che le posizioni sostenute dal governo italiano e condivise da numerosi altri Stati vengano recepite dagli uffici europei.

“Non abbiamo mai raccontato numeri di fantasia”

Giorgetti ha poi respinto le contestazioni sulla credibilità delle stime economiche dell’esecutivo, rivendicando una linea di prudenza anche nell’attuale fase politica: “Non potete contestare che gonfiamo i numeri, non ho mai raccontato Pil o numeri di fantasia”, ha affermato, ricordando che in passato le previsioni del governo hanno richiesto adeguamenti al rialzo. Un’impostazione mantenuta, secondo il Ministro, anche in un anno preelettorale, senza ricorrere a stime più favorevoli per rappresentare le prospettive dell’economia italiana: “Questo profilo di serietà che abbiamo maturato sui mercati e nelle sedi internazionali io continuo a difenderlo, perché davanti alla tempesta va difeso”.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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