Le prime cronache locali parlavano di una protesta “rapidamente organizzata” e spontanea, esplosa ad Austin dopo il ferimento del venezuelano Wilber Rafael Garcés Pérez da parte di un agente ICE. Ma un’indagine di Fox News Digital mostra un quadro molto diverso: la mobilitazione sarebbe stata coordinata da una rete di gruppi socialisti e comunisti, con ramificazioni nazionali e internazionali.
Il ferimento è avvenuto domenica alle 12:56, durante un controllo stradale vicino ad Anderson Square. Pérez, 28 anni, è stato ricoverato in condizioni serie ma stabili, poi trasferito in custodia federale. La polizia di Austin ha precisato di non aver partecipato all’operazione, ora sotto indagine federale con il supporto dell’FBI. Quattro ore dopo, la scena era già popolata da attivisti con bandiere del Messico e contenuti coordinati sui social.
Secondo l’indagine, la protesta è stata amplificata da gruppi come la Democratic Socialists of America, la Freedom Road Socialist Organization e il Party for Socialism and Liberation (PSL) — quest’ultimo collegato a organizzazioni finanziate dal magnate comunista Neville Roy Singham, residente a Shanghai e già al centro di un’inchiesta del Congresso. La piattaforma BreakThrough News, finanziata da Singham, ha pubblicato un “BREAKING NEWS” sulla protesta, contribuendo a diffondere l’immagine di un’“Austin in rivolta”.
Nel frattempo, i gruppi militanti hanno diffuso messaggi quasi identici, parlando di “ICE terror”, “violenza della polizia” e “uccisioni sistematiche”. Alle 16:19, l’account nazionale del PSL ha pubblicato un post esplosivo: “BREAKING. MAN SHOT BY ICE AGENTS IN AUSTIN. ICE OUT OF AUSTIN NOW!”. Poco dopo, la sezione di Austin della DSA ha convocato una “dimostrazione d’emergenza” dalle 17 alle 20, definendola “spontanea”. La Freedom Road Socialist Organization ha rilanciato grafiche accusatorie: “ICE SHOOTS AN UNARMED CIVILIAN”, ottenendo centinaia di condivisioni.
Secondo Fox News Digital, questi gruppi dispongono di reti militanti preesistenti, legate a movimenti internazionali filo-Cuba e filo-Venezuela, capaci di trasformare un singolo episodio in un’azione politica su larga scala.





