Una taglia per avere informazioni su di lui e sulla sua famiglia, dati personali diffusi sul dark web e la convinzione che dietro le minacce ci sia il sostegno italiano all’Ucraina. Antonio Tajani è finito nel mirino di hacker filorussi, ma non intende arretrare: “Non mi farò intimidire in nessun modo”, ha assicurato ieri il Vicepremier, che ha chiesto di affrontare il tema della guerra ibrida al G7 di domani a Parigi, mentre dal Premier Giorgia Meloni è arrivata piena solidarietà per una vicenda che desta “grande preoccupazione”. “Criminali informatici da giorni hanno diffuso i miei dati personali sul dark web e cercano altre informazioni, di fatto esponendomi a nuove minacce e intimidazioni. Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari”, ha denunciato il Ministro degli Esteri su X per poi attribuire il tutto all’operazione alla posizione assunta dall’Italia nella guerra in Ucraina: “Difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso”, ha osservato.
In un successivo video Tajani ha parlato apertamente di una “taglia” sulla propria persona e sui familiari e ha tenuto a ribadire che continuerà a sostenere Kiev e a lavorare per la pace: “Siamo di fronte a una guerra ibrida; per questo ho chiesto al G7 di lunedì, che si svolgerà a Parigi, di porre questo argomento al centro del nostro dibattito”. Da qui l’appello alle forze politiche italiane a difendere insieme democrazia e libertà. Alla Farnesina, ha ricordato, dal 1° gennaio è stata istituita una “direzione cyber” contro le incursioni informatiche di soggetti spesso collegati a entità statali ostili.
Meloni solidale
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso “piena solidarietà” al Vicepremier e ha detto che “la messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione”. Il Primo Ministro ha richiamato anche il rischio della circolazione di immagini false, comprese quelle diffuse da rappresentanti dell’opposizione: “La libertà di espressione non può mai diventare terreno di disinformazione”. Il riferimento è alla polemica esplosa ieri per un’immagine realizzata con l’IA e pubblicata dal Presidente del Pd Stefano Bonaccini, nella quale Tajani appariva con un cappellino Maga. Il Ministro ha contestato questa mossa, giudicata particolarmente grave nel momento in cui è vittima di minacce informatiche: “Mi dispiace che il Presidente del Pd, proprio in questo frangente, abbia utilizzato l’Intelligenza artificiale per attaccare me e denigrare le mie posizioni politiche. Facendo così si aiutano soltanto i signori della guerra ibrida”.
Bonaccini ha successivamente cancellato il post e ha spiegato la propria decisione in una nota: “Vista la richiesta di Forza Italia e per non ingenerare equivoci, ho rimosso il post con un ‘meme’ ironico su Tajani che indossava il cappellino Maga, che pur aveva tenuto come ampiamente documentato”.
Attacco al tunnel del Brennero
Intanto sul fronte della sicurezza informatica è emerso un attacco contro Bbt Se, la società incaricata della costruzione e della gestione del tunnel di base del Brennero, tra Italia e Austria. La violazione dei dati, collocata a metà ottobre, sarebbe riconducibile al gruppo russo ‘Everest’. L’azienda ha confermato di aver subito “un attacco informatico mirato, nel corso del quale soggetti non autorizzati hanno avuto accesso a dati accessibili tramite Internet”, precisando di aver immediatamente isolato i sistemi interessati, coinvolto specialisti esterni per le analisi e informato le autorità competenti. La società non ha indicato la data dell’intrusione e, sulla base delle informazioni disponibili, esclude ripercussioni sulle attività operative. Gli accertamenti proseguono così come per tutta la serie di falsi allarmi bomba che ha interessato diversi voli sui cieli europei giovedì e venerdì. Episodi sui quali resta da chiarire l’eventuale matrice, mentre per la prossima settimana l’Unione europea ha convocato una riunione degli esperti di sicurezza.





