Si sono aperti questa mattina in tutta la Federazione Russa i seggi per il rinnovo della Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento. Il voto si svolgerà su tre giornate, fino a domenica 20 settembre. Le operazioni sono iniziate per prime nelle regioni orientali, dalla Kamchatka alla Chukotka, e si concluderanno nell’exclave di Kaliningrad, lungo gli 11 fusi orari del Paese. In palio ci sono 450 seggi, ma l’appuntamento assume un significato che supera la composizione dell’assemblea: sono le prime elezioni legislative dall’inizio del conflitto in Ucraina.
Alla vigilia del voto Vladimir Putin ha rivolto un messaggio televisivo alla nazione e ha legato la partecipazione alle urne al sostegno per lo sforzo bellico. Il presidente ha definito il voto un «dovere patriottico» e una prova di compattezza di fronte alle pressioni esterne. Russia Unita parte dalla maggioranza ottenuta nel 2021, quando conquistò il 49,8% dei voti e 324 seggi. A sfidarla sono soprattutto le forze della cosiddetta opposizione sistemica, tra cui Partito Comunista e Liberal-democratici, che non si discostano dalle principali direttrici della politica estera e di sicurezza.
Il dissenso fuori dalla competizione
Restano invece ai margini le voci contrarie alla guerra. Il caso più significativo riguarda Yabloko, partito liberale apertamente contrario all’intervento in Ucraina: ad agosto la Corte Suprema ne ha annullato la registrazione nazionale, escludendolo dalla competizione. Quasi nello stesso periodo, il leader Lev Shlosberg è stato condannato a oltre 11 anni di colonia penale con l’accusa di aver «screditato» le forze armate e svolto attività considerate estremiste.
Il voto si svolge senza osservatori occidentali, mentre la Commissione Elettorale Centrale ha confermato la presenza di delegazioni dei Paesi della Csto. Mosca respinge le critiche sulla trasparenza e denuncia «tentativi di interferenza» occidentali.
Nelle prossime ore l’attenzione sarà concentrata soprattutto sull’affluenza, in particolare a Mosca e San Pietroburgo, considerate indicatori significativi dell’orientamento dell’opinione pubblica.





