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Olio, allarme alla vigilia della nuova raccolta: vendite ferme e frantoi con i magazzini pieni

domenica, 16 Agosto 2026
1 minuto di lettura

A poche settimane dall’avvio della nuova campagna olearia, il settore olivicolo italiano si trova ad affrontare una delle fasi più difficili della sua storia recente. Le vendite di olio extravergine di oliva nazionale risultano pressoché ferme, le giacenze restano elevate e i prezzi riconosciuti alle imprese non riescono a compensare costi che continuano a pesare sui bilanci aziendali. Un quadro che spinge Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi a chiedere interventi straordinari prima dell’inizio della prossima raccolta.

Transazioni ferme

Nei giorni scorsi Confagricoltura ha segnalato la sostanziale paralisi delle transazioni dell’extravergine italiano. A preoccupare è soprattutto la quantità di prodotto ancora presente nei depositi, mentre le quotazioni riconosciute alle aziende restano compresse. Alla difficoltà di collocare l’olio sul mercato si aggiunge il peso dei costi di produzione, trasformazione e stoccaggio. Anche gli oneri finanziari incidono sulla tenuta delle imprese, alle prese con una situazione che rischia di aggravarsi con l’arrivo della nuova campagna.

La richiesta di misure straordinarie

Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi hanno quindi rinnovato la richiesta di provvedimenti urgenti per sostenere il comparto. Le organizzazioni indicano come priorità misure capaci di assicurare liquidità, facilitare l’accesso al credito e ridurre il peso finanziario che grava sulle aziende. L’obiettivo è permettere a produttori e frantoi di affrontare la prossima campagna senza sommare le nuove produzioni alle scorte che non hanno ancora trovato sbocco sul mercato.

Puglia e Calabria chiedono lo stato di crisi

“La situazione è ormai arrivata a un punto di non ritorno”, ha osservato Confagricoltura, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa delle Regioni Puglia e Calabria, impegnate a chiedere il riconoscimento dello stato di crisi del comparto. Secondo l’organizzazione molti frantoi hanno ancora i depositi pieni e incontrano serie difficoltà nell’accesso al credito. Una condizione che potrebbe compromettere la capacità delle strutture di sostenere economicamente l’attività legata alla nuova raccolta.

L’allarme per occupazione e filiera

Il timore è che le criticità accumulate possano esplodere con l’avvio della prossima campagna. “Il rischio concreto è che la prossima raccolta si trasformi in una crisi senza precedenti, con pesanti ripercussioni economiche e occupazionali lungo tutta la filiera”, ha avvertito

Confagricoltura

In gioco, secondo l’organizzazione, non c’è soltanto la sopravvivenza delle singole imprese. L’olivicoltura costituisce infatti un patrimonio economico, ambientale e sociale e rappresenta uno dei settori simbolo del Made in Italy agroalimentare. Una crisi prolungata potrebbe quindi avere conseguenze anche sulle decine di migliaia di posti di lavoro legati alla filiera.
Lasciare sole le aziende, in questo momento, significa mettere a rischio anche le decine di migliaia di posti di lavoro del comparto”, ha concluso Confagricoltura, che sollecita risposte prima che la nuova campagna olearia entri nel vivo.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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