Dopo oltre un secolo di ricerche infruttuose, il relitto dell’HMS Tiger, un cacciatorpediniere britannico da 400 tonnellate affondato nel 1908, è stato finalmente localizzato nelle acque dell’Isola di Wight. La scoperta è stata confermata questa settimana dalla Royal Navy e dal team di sommozzatori ProjectXplore, che ha dedicato cinque anni alla ricostruzione dei dati d’archivio per individuare il punto esatto dell’impatto. La Tiger si era scontrata di notte con l’incrociatore HMS Berwick, una nave da 10.000 tonnellate. L’urto fu devastante: la prua del cacciatorpediniere affondò immediatamente, mentre la poppa, gravemente danneggiata, scomparve tra le onde pochi minuti dopo. Più della metà dei 57 membri dell’equipaggio morì nel naufragio.
La tragedia fece scalpore: i giornali dell’epoca titolarono che la nave era stata “schiacciata come un guscio d’uovo”, il re Edoardo VII inviò un telegramma di condoglianze e vennero stampate cartoline commemorative per i marinai dispersi. Il ritrovamento del relitto ha permesso di chiarire gli ultimi istanti della nave. ProjectXplore ha recuperato il telegrafo di rotazione del motore di poppa e l’indicatore di posizione del timone, strumenti che mostrano come la Tiger non avesse cambiato rotta né ridotto la velocità prima della collisione con la Berwick. “Il nostro progetto ha preservato dettagli rimasti intatti per 118 anni,” ha scritto il team sui social, pubblicando immagini degli strumenti sommersi.
Il rapporto della spedizione elenca numerosi reperti: una bussola, tubi lanciasiluri, cannoni, munizioni, un’ancora e la campana di bordo. L’indicatore del timone, con la scala circolare “PORTA” e “DRITTA”, era impostato a circa 5–10 gradi a dritta, confermando che la nave non aveva tentato una manovra evasiva.





