La Guida Suprema iraniana, Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha nominato due tra le figure più influenti nella storia del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) a ruoli politici di primo piano. Le dichiarazioni, attribuite a Khamenei e pubblicate domenica dai media statali, confermano un ulteriore consolidamento del peso politico dell’apparato militare più potente del Paese.
Il primo nome è quello di Mohsen Rezaee, comandante dell’IRGC dal 1981 al 1997, ora designato come rappresentante della Guida Suprema nel Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. Rezaee, figura onnipresente nella politica iraniana, ha partecipato a tre elezioni presidenziali: terzo nel 2009, quarto nel 2013 con oltre 3,8 milioni di voti, e secondo nel 2021 con 3,4 milioni. Dal 1997 siede nel Consiglio per il Discernimento dell’Opportunità e a marzo era stato nominato consigliere militare di Khamenei.
La seconda nomina riguarda Mohammed Bagher Zolghadr, veterano dell’IRGC sin dalla Rivoluzione del 1979 e vice comandante dal 1997 al 2006. Zolghadr diventa ora consigliere politico della Guida Suprema. La sua figura è controversa: negli ultimi anni ha sostenuto apertamente la necessità di un maggiore controllo dell’IRGC sulla politica iraniana. Secondo lo storico Shahram Kholdi, Zolghadr è “uno degli ultimi superstiti dei rivoluzionari radicali che si armarono contro la monarchia Pahlavi”. La sua nomina, dunque, non è solo amministrativa: è un segnale politico che indica la volontà di Mojtaba Khamenei di circondarsi di figure profondamente radicate nell’ideologia rivoluzionaria e nella struttura militare. Le due nomine arrivano in un momento delicato per l’Iran.
Il rafforzamento del ruolo dell’IRGC nelle istituzioni civili e di sicurezza suggerisce una continuità con la linea dura del passato, ma anche una centralizzazione del potere attorno a figure fidate.





