La produzione industriale italiana subisce una battuta d’arresto. A giugno 2026 l’indice destagionalizzato diminuisce dell’1% rispetto a maggio e raggiunge quota 93,5, con base 2021 pari a 100. La frenata coinvolge quasi tutti i principali raggruppamenti di industrie e lascia fuori soltanto il comparto energetico. Il dato mensile interrompe il recupero osservato nella prima parte del trimestre, ma non annulla il risultato complessivo del periodo. Tra aprile e giugno il livello produttivo risulta infatti superiore dello 0,4% a quello dei primi tre mesi dell’anno. Il quadro segnala quindi una debolezza concentrata nella parte finale del trimestre, all’interno di una dinamica ancora lievemente favorevole.
Beni strumentali sotto pressione
La contrazione più ampia riguarda i beni strumentali, che cedono il 2,1% su base mensile. I beni intermedi arretrano dello 0,9%, mentre quelli di consumo perdono lo 0,7%. All’interno di quest’ultima categoria, i prodotti durevoli segnano una riduzione dell’1,1% e i non durevoli flettono dello 0,5%. L’energia costituisce l’unica voce in crescita, con un incremento dello 0,8%. Il risultato attenua soltanto in parte le difficoltà emerse negli altri comparti e conferma una fase produttiva caratterizzata da andamenti disomogenei.
Debole anche il confronto annuo
Al netto degli effetti di calendario, l’indice generale presenta a giugno una flessione dello 0,6% rispetto allo stesso mese del 2025. I giorni lavorativi sono stati 21, contro i 20 dell’anno precedente. Il calo tendenziale colpisce soprattutto i beni di consumo, in calo del 3,2%. I durevoli accusano una caduta del 10,7%, mentre i non durevoli limitano la perdita all’1,5%. I beni intermedi lasciano sul terreno l’1,2%. In direzione opposta si collocano i beni strumentali, in aumento dello 0,6%, e l’energia, che avanza dell’1,7%.
Elettronica e trasporti sostengono l’attività
L’analisi per settore evidenzia risultati contrastanti. La fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, strumenti di misurazione e orologi ottiene la crescita tendenziale più elevata, pari al 4,5%. Alle sue spalle si posizionano la fabbricazione di mezzi di trasporto, con un progresso del 3,2%, e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria, che sale del 2,3%. La produzione farmaceutica guadagna l’1%, mentre le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco mostrano un incremento dello 0,7%.
Tessile e macchinari in difficoltà
Le flessioni maggiori interessano le industrie tessili, dell’abbigliamento, delle pelli e degli accessori, che subiscono un calo del 7,1% rispetto a giugno 2025. Le altre industrie manifatturiere, insieme alle attività di riparazione e installazione di macchine e apparecchiature, perdono il 3,6%. La fabbricazione di macchinari e attrezzature si riduce del 2,3%. Seguono la produzione di coke e prodotti petroliferi raffinati, in calo dell’1,9%, e il comparto chimico, che cede l’1,8%. Anche l’attività estrattiva presenta un saldo negativo dell’1,8%.
Primo semestre ancora sopra lo zero
Il bilancio dei primi sei mesi del 2026 resta lievemente positivo. La produzione complessiva, corretta per gli effetti di calendario, supera dello 0,5% il livello raggiunto nello stesso periodo del 2025. Tra gennaio e giugno spicca la fabbricazione di mezzi di trasporto, che cresce del 10%. I beni strumentali avanzano del 3,5%, mentre i prodotti farmaceutici aumentano del 3,3%. Computer, elettronica e ottica salgono del 3,1%.
Il quadro semestrale include però alcune zone di debolezza. I beni di consumo durevoli crollano del 9,2%, il tessile arretra del 5,1% e le altre industrie manifatturiere scendono del 4,6%. Anche coke e prodotti petroliferi raffinati, insieme alla chimica, chiudono il periodo con variazioni negative superiori al 3%.





