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Il Presidente USA, Donald Trump

Raid Usa sull’Iran per la nona notte, Trump: “in onore dei nostri caduti”. Teheran colpisce le basi americane nel Golfo

Missili e droni iraniani contro installazioni in Giordania, Kuwait e Bahrein. Il New York Times rivela decine di feriti non comunicati dal Pentagono. Spiragli diplomatici per una tregua di dieci giorni
martedì, 21 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Gli Stati Uniti hanno completato la nona notte consecutiva di bombardamenti contro l’Iran, mentre Teheran ha risposto estendendo gli attacchi alle installazioni americane in Giordania, Kuwait, Bahrein e Siria. Il Centcom ha dichiarato di avere colpito centri di comando, difese aeree, radar costieri, postazioni per missili e droni, capacità navali e reti di comunicazione iraniane. “Li abbiamo colpiti molto duramente e lo abbiamo fatto in onore di quei grandi patrioti”, ha detto Donald Trump al rientro a Washington, riferendosi ai militari uccisi negli attacchi iraniani. Il Pentagono ha identificato due delle vittime in Giordania: il tenente Tyler James Feehan, 25 anni, e la soldatessa Isabella Gonzales, 19. Secondo l’esercito statunitense, dall’inizio della guerra sono morti complessivamente 17 militari americani.

Le Guardie rivoluzionarie hanno rivendicato attacchi con missili balistici contro velivoli statunitensi negli aeroporti giordani di Aqaba e al-Azraq, sostenendo di avere provocato “gravi danni”. In Kuwait avrebbero colpito un radar, un deposito di ricambi aeronautici e un hangar per droni MQ-9 nella base di Ali al-Salem. Le difese kuwaitiane hanno confermato di avere intercettato “attacchi ostili” con droni. Nuove sirene antiaeree sono risuonate anche in Bahrein, sede della Quinta Flotta americana. L’Autorità per l’aviazione civile ha denunciato un attacco iraniano contro i sistemi di navigazione aerea, precisando tuttavia che voli e traffico civile sono proseguiti regolarmente. Teheran ha inoltre annunciato un’incursione contro un centro operativo ad al-Tanf, in Siria, ma una fonte militare siriana ha smentito che l’attacco sia avvenuto.

“Decine di feriti tenuti nascosti”

Il New York Times ha riferito che, prima dell’attacco mortale della scorsa settimana, l’Iran aveva compiuto altri tre raid contro le forze americane in Giordania, ferendo decine di militari e danneggiando diversi elicotteri. Il Pentagono non avrebbe comunicato né gli attacchi né il numero complessivo dei feriti. Fonti militari hanno spiegato che il Centcom non è obbligato a divulgare i casi dei soldati tornati rapidamente in servizio e che maggiori dettagli potrebbero aiutare Teheran a valutare la precisione dei propri missili e droni. Le autorità statunitensi hanno inoltre smesso di indicare quotidianamente il numero degli obiettivi colpiti in Iran.

Secondo i dati ufficiali citati dalle fonti, i feriti americani dall’inizio del conflitto sarebbero oltre 400. Il comandante dei Pasdaran Ahmad Vahidi ha promesso di impartire agli Stati Uniti “una lezione che annienterà qualsiasi aggressore”. Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha invece accusato Washington di continuare a trasferire armamenti nella regione mentre sostiene di voler fermare la guerra: “Le azioni devono confermare le affermazioni, non contraddirle”.

Diplomazia

Nonostante l’escalation, Iran e Stati Uniti continuano a scambiarsi messaggi tramite Paesi mediatori. Il portavoce degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha confermato che “l’apparato diplomatico è stato attivo” e che alcune proposte sono state trasmesse a Teheran. Secondo Reuters, i mediatori avrebbero prospettato una tregua di dieci giorni per tentare di rilanciare l’accordo provvisorio firmato a giugno. Il presidente Masoud Pezeshkian ha difeso il memorandum, affermando che in nessuna delle sue 14 clausole l’Iran avrebbe rinunciato “ai propri diritti, principi e interessi nazionali”. Il ministro dell’Interno Eskandar Momeni si è intanto recato in Pakistan, uno dei principali intermediari tra le parti.

Hormuz paralizzato

Resta critica la situazione nello Stretto di Hormuz. I Pasdaran hanno avvertito che non transiterà “neanche una singola goccia di petrolio e gas” finché proseguiranno gli attacchi americani. Due navi sono state raggiunte da proiettili al largo dell’Oman e un’altra imbarcazione è stata segnalata in fiamme. Gli Houthi hanno inoltre annunciato un blocco marittimo dell’Arabia Saudita, minacciando anche le rotte del Mar Rosso. Il Brent ha superato durante la seduta i 90 dollari al barile, per poi arretrare intorno agli 88 dollari sulle indiscrezioni relative alla possibile tregua. Prima della guerra, attraverso Hormuz transitava circa un quinto del petrolio mondiale.

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