La Malesia sta intensificando la sorveglianza sul suo fianco orientale, portando avanti i piani per installare un radar a lungo raggio sull’avamposto di Swallow Reef (Pulau Layang‑Layang) nel Mar Cinese Meridionale e lanciando nuovi droni operativi. Le misure riflettono la volontà di Kuala Lumpur di migliorare la capacità di individuare minacce in un momento di tensioni crescenti: da un lato le Filippine rilanciano la loro rivendicazione sullo stato malese di Sabah, dall’altro le pattuglie cinesi continuano a operare vicino ai giacimenti energetici offshore della Malesia.
Il ministro della Difesa Mohamed Khaled Nordin ha dichiarato che il radar sarà installato sull’atollo per fornire un quadro più chiaro dei movimenti aerei intorno alle Spratly. “Abbiamo rafforzato la nostra posizione a Pulau Layang‑Layang”, ha detto, annunciando l’arrivo del nuovo sistema di sorveglianza. Parallelamente, il ministro degli Esteri Mohamad Hasan ha rivelato l’invio di una nota diplomatica “molto ferma” a un Paese non specificato che rivendica parte del territorio malese.
La disputa si è riaccesa negli ultimi mesi: a febbraio il Ministero degli Esteri filippino ha ribadito la propria rivendicazione, sostenendo che la nuova Legge sulle Zone Marittime del 2024 preserva le “rivendicazioni esistenti e valide” sul Borneo settentrionale. A marzo, il senatore Robin Padilla ha chiesto al presidente Ferdinand Marcos Jr. di rilanciare ufficialmente la questione. La Malesia insiste che il Sabah abbia scelto la propria appartenenza attraverso la Commissione Cobbold del 1962 e una missione ONU che confermò il sostegno pubblico all’integrazione nella federazione malese nel 1963. La disputa sul Sabah è distinta dalle tensioni su Swallow Reef, rivendicato anche da Cina e Vietnam. L’atollo ospita dal 1984 la Stazione Lima della Marina Reale Malese.





