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Cosa sono e come individuare gli extraprofitti negli scambi di beni, di servizi e di investimenti in Italia?

giovedì, 10 Settembre 2026
4 minuti di lettura

È legittima la tassazione suppletiva su introiti eccezionali e temporanei derivanti da attività economiche per eventi esterni, estranei e diversi dalle capacità organizzative e dalle lungimiranti doti imprenditoriali?

Cosa dice la Costituzione?

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” (art.1). “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo tale diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” (art.4)

Nell’articolo 35 è scritto che la Repubblica si impegna a:

  • tutelare il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni;
  • curare la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori;
  • promuovere e favorire gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro;
  • riconoscere la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.

Nell’articolo 41 afferma un principio fondamentale di libertà nel dichiarare che: “L’iniziativa economica privata è libera” e che essa “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.” E sono proprio utilità sociale, libertà e dignità umana che nei momenti di crisi geopolitiche nei luoghi di approvvigionamento di materie prime, prodotti finiti e/o semilavorati si verificano due fenomeno congiunti e/o alternativi: rarefazione dei beni, ovvero aumenti vertiginosi dei prezzi per le più disparate motivazioni. A farne le spese sono i fruitori e/o i consumatori finali di beni e servizi.

Quali colpe ha l’imprenditore per eccezionali e sproporzionati incassi ottenuti in un periodo di tempo limitato, per eventi esterni e straordinari non dipendenti dalla propria volontà?

Un precedente nostrano lo troviamo nel 1973 quando l’Italia viene colpita da un così detto ‘shock petrolifero’ causato dalla denominata ‘guerra del Kippur’ (Stati Arabi Egitto e Siria contro Israele), con conseguente record di aumento del prezzo del greggio e l’attuazione di rigide misure di austerity nella vita quotidiana. Divieto assoluto di circolazione con auto private se non per esigenze strettamente motivate per recarsi al lavoro presso strutture di pubblica necessità. In effetti crisi geopolitiche, guerre o improvvisi rincari delle materie prime, semilavorati o prodotti finiti, alterano i normali principi della ‘domanda e dell’offerta’ in regime di libera concorrenza e anche di monopolio, senza perdere di vista che l’innato fine lecito dell’imprenditore è il lucro, in sintonia col rischio imprenditoriale.

L’imposizione dei sovraprofitti, delle rendite e delle quasi rendite

Già nel lontano passato la questione dei sovraprofitti cadde sotto l’attento osservatorio di autorevoli ed influenti economisti italiani, con opposte scuole di pensiero, ed esattamente: il prof. Benvenuto Griziotti (1884/1956) specializzato in scienza delle finanze e diritto finanziario e l’emerito primo Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi (1874/1961), intellettuale ed economista di fama mondiale. In merito alla tassazione dei “sovraprofitti” ne avevano due approcci completamente diversi, come anche quella dell’economista britannico David Ricardo (1772/1823). Griziotti parlava anche di “redditi non meritati”, dovuti, cioè, non all’attività imprenditoriale, ma a particolari situazioni di mercato, utilizzando il termine di ‘rendite’ di ‘quasi rendite’, da tassare come base di imposizione col reddito medio, ordinario. Einaudi, partendo da premesse di opportunità economica (stimolo alla produzione) o da motivi pratici (esigenza di una tassazione forfettaria dei redditi per semplicità d’accertamento), suggeriva di abbandonare il reddito effettivo come base d’imposizione per accogliere il concetto di reddito normale ed ordinario. L’economista Ricardo prese in esame i terreni agricoli con i relativi fattori produttivi.

Ricardo estende il concetto anche alle aree urbane che danno luogo alla rendita edilizia o di posizione. Ed è proprio di questi giorni che a livello europeo si parla degli affitti elevati e per le forme di speculazioni immobiliari, mediante la creazione di veri ‘cartelli’. È risaputo, comunque, che il fenomeno dei ‘sovraprofitti’ è tipico delle congiunture economiche (ad es. tempo di guerra), e, conseguentemente, sensibili sfasamenti tra domanda e offerta determinano delle quasi rendite, non attribuibili a capacità imprenditoriali.

Il caso del prelievo forzoso sui depositi bancari “nottetempo”

In materia di risparmio e quindi con riguardo al settore bancario la situazione speculativa non è di meno. Non si può dimenticare il prelievo forzoso “nottetempo” nel lontano 10/11 luglio 1992 (venerdì/sabato) quando – Presidente del Consiglio Giuliano Amato – con un decreto legge di emergenza, venne autorizzato un prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i depositi bancari.

Effetti dei prelievi eccezionali

I prelievi eccezionali – anche una tantum – sui patrimoni individuali o sui ricavi imprenditoriali sono interventi molto opinabili e discutibili da parte di giuristi, economisti, le stesse categorie interessate e dalla stessa collettività che viene messa in agitazione anche per paura di forme di aggiotaggio. Mentre si disorientano i mercati e le contrattazioni si irrigidiscono alterandone la concorrenza, con il conseguente aumento del disagio economico nella collettività, specie per le fasce sociali più deboli.

La politica fiscale – principio costituzionale della capacità contributiva

Quale è la soglia massima del profitto oltre la quale per lo Stato si debba configurare trattarsi di extraprofitti, ovvero sovraprofitti e esigere un prelievo percentuale (fisso, a scaglione) da devolvere, in maniera immediata, a temperare i disagi ad essi attribuiti? La Costituzione non solo stimola e protegge tutte le attività lavorative ed economiche, perché allo stesso tempo, nell’articolo 53 dispone che: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.” E afferma che: “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” Tale progressività – per scaglioni – ha subito nel tempo, negli ultimi 50 anni, numerosi cambiamenti, concentrando, purtroppo, sempre più nelle fasce più deboli, gli scaglioni di reddito e le conseguenti aliquote d’imposta. Si potrebbero prevedere ulteriori scaglioni per percentuali di incassi sopra una certa soglia in un determinato lasso di tempo e per ciascuna attività economica, comprese le negoziazioni bancarie.

Luigi Einaudi, in una delle sue “Lezioni di politica sociale” al tempo in cui viveva in esilio in Svizzera (1944), su ‘L’influenza della legge sul mercato’, affermava che: “Non bisogna dimenticare fra le circostanze che influiscono sul mercato, la legge.”

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