L’Italia si prepara ad affrontare una nuova e intensa ondata di calore. Dopo una breve parentesi meno opprimente, l’anticiclone subtropicale torna a dominare il Mediterraneo e riporta il Paese sotto una massa d’aria di origine sahariana destinata a far impennare nuovamente le temperature. Da domani è attesa la fase più critica della terza ondata di caldo della stagione, con valori che in alcune aree potranno raggiungere livelli eccezionali e condizioni di afa diffuse soprattutto nelle grandi città.
Secondo le previsioni il Centro-Sud e le Isole maggiori rappresenteranno le zone maggiormente esposte. La Sardegna, in particolare, dovrebbe registrare le temperature più elevate dell’intero territorio nazionale, con punte comprese tra i 43 e i 44 gradi. Anche il Settentrione dovrà fare i conti con un clima particolarmente pesante. La Pianura Padana sarà interessata da un’elevata umidità che renderà ancora più gravosa la percezione del caldo, mentre soltanto qualche episodio temporalesco sulle aree alpine e prealpine potrà offrire un sollievo limitato e temporaneo.
L’innalzamento delle temperature trova immediato riscontro nel sistema di sorveglianza predisposto dal Ministero della Salute.
I bollettini sulle ondate di calore segnalano un progressivo aumento delle città classificate con i livelli di rischio più elevati. Firenze e Perugia risultano già interessate dal bollino rosso, il livello 3 che indica condizioni climatiche capaci di produrre effetti negativi non soltanto sulle persone più fragili, come anziani, bambini molto piccoli e pazienti affetti da patologie croniche, ma anche sulla popolazione sana e attiva.
Afa anche oggi
Il quadro è destinato ad aggravarsi nelle prossime ore. Oggi anche Brescia e Torino entreranno nell’elenco delle città con allerta massima, mentre domani il numero salirà a sette. Bologna, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Roma e Torino rappresenteranno le aree urbane maggiormente esposte agli effetti dell’ondata di calore. Accanto ai bollini rossi aumentano anche quelli arancioni.
Sempre per domani il Ministero della Salute indica condizioni
meteorologiche potenzialmente dannose soprattutto per le persone più vulnerabili a Cagliari, Campobasso, Latina, Milano, Pescara, Rieti, Trieste, Verona e Viterbo. Il monitoraggio rientra nel Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal Ministero e realizzato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario della Regione Lazio, che controlla quotidianamente la situazione in ventisette città italiane.
Problemi nel mondo
L’emergenza non riguarda soltanto il territorio nazionale. Gran parte dell’Europa continua infatti a fare i conti con temperature ben superiori alle medie stagionali. La Francia affronta il picco di un nuovo episodio di caldo estremo, il terzo nell’arco di appena due mesi. Oltre 26 milioni di persone vivono in aree sottoposte al livello massimo di allerta disposto da Meteo-France, che interessa 37 dipartimenti della Francia metropolitana. Alle alte temperature si accompagna inoltre un crescente rischio incendi, una criticità che coinvolge anche la Spagna, dove il caldo alimenta condizioni favorevoli allo sviluppo dei roghi. La situazione appare complessa anche oltre l’Atlantico. Negli Stati Uniti il caldo interessa vaste aree del Nord e dell’Ovest del Paese, con valori che raggiungono i 43 gradi e confermano una tendenza ormai ricorrente alla moltiplicazione degli eventi climatici estremi.
Comparto agricolo
Le conseguenze dell’ennesima ondata di calore si riflettono inevitabilmente sul comparto agricolo, già provato dalla scarsità delle precipitazioni e da una siccità che negli ultimi anni ha assunto carattere strutturale. L’aumento delle temperature mette sotto pressione raccolti, allevamenti e aziende agricole, costrette a fare i conti con costi sempre più elevati e con una disponibilità idrica sempre più limitata. Su questo scenario è intevenuto Andrea Tiso, Presidente nazionale di Confeuro – Confederazione Agricoltori Europei, che invita a considerare il cambiamento climatico come una trasformazione permanente e non più come una sequenza di emergenze isolate: “Le ondate di fortissimo caldo e l’allarme siccità stanno mettendo a dura prova l’agricoltura italiana. Raccolti, allevamenti ed economie delle imprese agricole sono sempre più esposti agli effetti del cambiamento climatico. Non siamo più di fronte a un’emergenza temporanea, ma a una condizione strutturale che richiede risposte altrettanto strutturali e di lungo periodo”.





