La Corte dei conti chiede una semplificazione della disciplina degli Ecobonus e un rafforzamento del monitoraggio della loro efficacia ambientale. È quanto emerge dalla relazione approvata con la Delibera n. 51/2026/G della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, che ha analizzato gli esiti degli incentivi destinati alla mobilità sostenibile. L’analisi riguarda le agevolazioni introdotte dalla legge di bilancio 2019 per l’acquisto di veicoli a due e quattro ruote a ridotte emissioni di CO2.
Il meccanismo prevede uno sconto applicato dai concessionari accreditati sulla piattaforma dedicata e il successivo rimborso alle imprese produttrici attraverso la compensazione dei crediti d’imposta. L’istruttoria ha coinvolto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Agenzia delle Entrate e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La Corte ha preso in esame anche l’incentivo destinato ai sistemi di riqualificazione elettrica dei veicoli con motore termico. La misura non ha trovato applicazione a causa di difficoltà tecniche e della mancata presentazione di richieste di incentivo.
Ecotassa
Per quanto riguarda l’Ecotassa, applicata dal 2019 al 2021 ai veicoli nuovi della categoria M1 con emissioni superiori a 160 grammi di CO2 per chilometro, la relazione registra entrate pari a 132 milioni di euro. L’esame del sistema di gestione affidato a Invitalia evidenzia che, a fronte di 4.830 concessionari accreditati e 1.359.380 prenotazioni completate, nel periodo analizzato sono stati prenotati incentivi per un valore complessivo di 3 miliardi di euro.
Secondo la magistratura contabile, il sistema di monitoraggio ha consentito di seguire l’utilizzo delle risorse e le caratteristiche dei veicoli incentivati, ma non ha permesso di valutare il contributo della misura al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e al miglioramento della qualità ambientale. La Corte rileva inoltre che l’amministrazione competente in materia ambientale non ha svolto un ruolo diretto né attività di concertazione, pur essendo coinvolta nella gestione di interventi analoghi finanziati dal Pnrr.
Sensibizzazione
La relazione richiama anche la necessità di rafforzare le iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte ai consumatori per favorire il raggiungimento dell’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030. Dopo lo studio commissionato al Politecnico di Milano nel 2021, utilizzato a supporto dell’istituzione del Fondo Automotive, non risultano ulteriori approfondimenti sugli effetti della misura negli anni successivi. Tra le raccomandazioni rivolte al Mimit figura l’adozione di interventi per superare la stratificazione della disciplina degli incentivi. La Corte indica la necessità di semplificare le procedure di accesso e di erogazione e di rendere più tempestiva l’attuazione delle misure, anche attraverso gli strumenti previsti dal Codice degli incentivi.





