Un volo di addestramento si è trasformato in una tragedia inspiegabile il 4 luglio, quando l’istruttore argentino Leandro Andrés Bertazzo si è lanciato dal suo Cessna 150G sopra la città di Toledo, lasciando sola la sua allieva ventiduenne, Rosario, nel pieno della lezione. “Sai cosa devi fare, continua”, le avrebbe detto prima di slacciarsi la cintura, togliersi le cuffie, aprire il portellone e gettarsi nel vuoto, secondo quanto riportato dal quotidiano TN. Rosario, che possiede una licenza da pilota privato, ha immediatamente allertato la scuola di volo Flying Parrot di Córdoba. Guidata via radio attraverso i protocolli di emergenza, è riuscita ad atterrare l’aereo in sicurezza. Il direttore della scuola, Eduardo Álvarez, l’ha definita “lucida, decisa, matura e professionale”, sottolineando come abbia mantenuto un livello di sangue freddo straordinario.
Álvarez ha individuato il corpo di Bertazzo circa quindici minuti dopo, durante un volo di ricerca, segnalando la posizione ai soccorritori. L’istruttore è stato dichiarato morto sul posto. La Procura Generale, guidata da Carlos Gonella, ha aperto un’indagine e sequestrato l’aereo per chiarire le circostanze della caduta. La comunità aeronautica è sconvolta: Bertazzo aveva lavorato anche in Cile e nessuno, né colleghi né studenti, aveva notato segnali di instabilità. Solo la famiglia era a conoscenza dei suoi problemi mentali: secondo TN, l’uomo era stato ricoverato in una clinica neuropsichiatrica, ma aveva tenuto tutto nascosto. Le autorità hanno espresso sorpresa per la dinamica: aprire la porta di un Cessna in volo è estremamente difficile, paragonabile ad aprire la portiera di un’auto a 200 km/h. L’aereo è rimasto illeso, compresa la porta. Rosario, pur profondamente scossa, è stata elogiata per aver evitato una seconda tragedia.





