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Olio extravergine, Coldiretti e Unaprol: “Speculazioni e frodi mettono in ginocchio gli olivicoltori”

L'allarme: "A rischio la salute dei consumatori e la sopravvivenza delle aziende". Chiesti controlli più severi e maggiore tracciabilità
giovedì, 9 Luglio 2026
2 minuti di lettura

La salute dei consumatori e il futuro dell’olivicoltura italiana sarebbero messi a rischio da speculazioni, frodi e pratiche commerciali scorrette che stanno provocando il crollo delle quotazioni dell’olio extravergine d’oliva. È l’allarme lanciato da Coldiretti e Unaprol nel corso della mobilitazione che ha portato a Bari migliaia di agricoltori provenienti da diverse regioni italiane. Al centro della protesta il drastico calo del prezzo riconosciuto ai produttori: secondo le due organizzazioni, l’olio extravergine italiano viene oggi pagato circa 5 euro al litro, contro i 9 euro dello scorso anno. Una quotazione che, sostengono Coldiretti e Unaprol, non copre più i costi di produzione, aggravati dall’aumento delle spese energetiche legate alla crisi internazionale e alle tensioni geopolitiche, con un incremento superiore ai 200 euro per ettaro.

Alterazioni chimiche dannose

Le organizzazioni denunciano inoltre la diffusione di pratiche fraudolente come l’impiego di clorofilla, oli deodorati e sostanze chimiche utilizzate per alterare qualità e caratteristiche del prodotto. Fenomeni che, oltre a rappresentare un potenziale rischio per la salute dei consumatori, danneggerebbero l’intera filiera dell’olio extravergine italiano.

Import e speculazioni

Secondo Coldiretti e Unaprol, le importazioni dall’estero continuano a esercitare una forte pressione sui prezzi, favorendo speculazioni e ingannando i consumatori con prodotti di qualità inferiore, spesso provenienti da Paesi extra Ue. Un fenomeno che, evidenziano, riguarda anche forniture destinate a mense scolastiche e ospedaliere.

Cosa e quanto produce l’Italia

A sostegno delle proprie denunce, le organizzazioni hanno illustrato i principali dati del comparto. L’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva all’anno, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri. Le esportazioni raggiungono 318 milioni di litri, mentre le importazioni si attestano a circa 545 milioni di litri. Numeri che, secondo Coldiretti e Unaprol, evidenziano forti squilibri di mercato e alimentano il sospetto di pratiche volte ad alterare o mascherare la reale origine del prodotto.

Manifestazioni davanti le prefetture

Alla manifestazione, organizzata dopo le proteste davanti alle prefetture di tutta Italia, hanno partecipato il vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e il direttore Pietro Piccioni.

Il tavolo degli “inganni”

Per sensibilizzare cittadini e istituzioni è stato allestito anche un “tavolo degli inganni”, dove sono state illustrate alcune delle principali frodi nel settore oleario, comprese miscelazioni non conformi e prodotti camuffati da extravergine, mettendoli a confronto con oli di qualità certificata.

Chieste più tutele

Per rafforzare la tutela della filiera e dei consumatori, Coldiretti e Unaprol chiedono un potenziamento dei controlli lungo tutta la catena produttiva, con l’impiego sistematico di strumenti scientifici avanzati, come la risonanza magnetica nucleare e la mappatura isotopica, da riconoscere anche come prove nei procedimenti giudiziari.

Norme contro le pratiche sleali

Tra le richieste avanzate figurano inoltre l’applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali, il contrasto alle vendite sottocosto, il divieto di commercializzare come extravergine miscele ottenute con aggiunte di oli di qualità inferiore, l’introduzione del documento elettronico di trasporto delle olive per garantire la completa tracciabilità della filiera, la sospensione delle importazioni di olio tunisino a dazio zero e il superamento del regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa), ritenuto un possibile punto critico per l’ingresso di prodotti suscettibili di frodi.

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