Un’indagine governativa indiana ha rivelato che i negozi duty‑free dell’aeroporto internazionale di Mumbai, gestiti dal gruppo del miliardario Gautam Adani, hanno violato la legge vendendo nicotina pouches, prodotti considerati un rischio per la salute pubblica. Secondo documenti visionati da Reuters, l’ispezione ha accertato la vendita di articoli importati non approvati, in violazione del Drugs and Cosmetics Act. Il gruppo Adani nega ogni illecito e ha chiesto ai giudici di dichiarare che la normativa sui farmaci non si applica ai duty‑free né ai prodotti a base di nicotina.
Gli esperti legali sostengono che il caso potrebbe creare un precedente sulla regolamentazione delle vendite negli aeroporti indiani: una vittoria del governo potrebbe bloccare la commercializzazione di uno dei prodotti a crescita più rapida nel mondo. L’India ha vietato le sigarette elettroniche e approvato solo sostituti della nicotina come cerotti e gomme, previa registrazione. Le nicotine pouches restano illegali e non autorizzate. Dopo le denunce del gruppo Mothers Against Vaping, il Dipartimento dei farmaci ha ispezionato i negozi duty‑free di Mumbai a marzo, scoprendo la vendita di prodotti importati senza licenza.
La joint venture Mumbai Travel Retail, guidata da Adani e dalla società di Dubai Flemingo, è stata invitata a sospendere le vendite e richiedere le autorizzazioni. Vendere un farmaco senza licenza può comportare tre anni di carcere e una multa minima di 100.000 rupie o pari a tre volte il valore dei prodotti confiscati. Il tribunale di Mumbai ha stabilito che non verranno prese misure coercitive sullo stock esistente fino all’udienza del 14 luglio. Adani, che gestisce otto aeroporti e punta a un’espansione da 11 miliardi di dollari, ha importato marchi come Zyn di Philip Morris e White Fox di Swedish Smokeless Solutions, per un valore complessivo di oltre 36.000 dollari.





