A soli due anni dalla posa della prima pietra, il nuovo impianto di semiconduttori in Gujarat è passato dalla fase di test alla piena produzione commerciale, segnando una delle accelerazioni industriali più rapide nella storia recente dell’India. La fabbrica, che aveva iniziato le prove sui chip nell’agosto 2025, è ora operativa e pronta a inserirsi nella catena globale dei semiconduttori. “Questo è ciò che accade quando l’India decide di fare qualcosa,” ha dichiarato il primo ministro Narendra Modi durante la visita alla struttura, attribuendo il risultato alla visione “Design in India, Make in India”. Per Modi, il progetto non è solo un investimento industriale, ma un modello di fiducia tecnologica internazionale, frutto della collaborazione tra India, Giappone e Thailandia.
Camminando tra le linee di produzione, Modi ha parlato con giovani tecnici e ingegneri, molti dei quali alla loro prima esperienza in un impianto di semiconduttori. Il primo ministro ha dedicato particolare attenzione alle giovani donne tribali impiegate nell’impianto. Provenienti da famiglie modeste, sono state formate in Malesia con programmi avanzati e ora producono chip di livello mondiale, contribuendo a un settore strategico che l’India considera essenziale per la propria autonomia tecnologica.
La rapidità con cui l’impianto è stato completato e avviato è vista come un segnale della crescente capacità dell’India di competere nel mercato globale dei semiconduttori, un settore dominato da pochi Paesi e cruciale per l’economia digitale. Per Modi, il successo del progetto dimostra che l’India può diventare un attore chiave nella produzione di chip, riducendo la dipendenza dalle importazioni e rafforzando la resilienza industriale nazionale. Il nuovo polo produttivo, sostenuto da partnership internazionali e da una forza lavoro giovane e altamente formata, rappresenta una tappa importante nella strategia tecnologica del Paese.





