L’economia del mare continua a consolidarsi come uno dei principali motori di sviluppo del Paese. Secondo il XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare, il comparto conta 253.599 imprese e oltre 1,13 milioni di occupati, generando un valore aggiunto diretto di 78,9 miliardi di euro che, considerando gli effetti sull’intera economia, sale a 224,9 miliardi, pari all’11,4% del Pil nazionale.
Rispetto alla precedente rilevazione il settore registra una crescita di 9,6 miliardi di euro, con un incremento del valore aggiunto diretto del 3,8%, superiore al +2,1% dell’economia italiana, mentre l’occupazione aumenta del 4,2%. Il rapporto evidenzia inoltre l’elevato effetto moltiplicatore della Blue Economy: per ogni euro prodotto dalla filiera del mare se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia. Il comparto comprende attività che spaziano dalla pesca alla cantieristica, dal trasporto marittimo al turismo costiero, fino alla ricerca e alla tutela ambientale, con un’attenzione crescente alle competenze richieste dalla transizione ecologica e digitale.
Tra i dati più significativi emerge il ruolo crescente del Mezzogiorno, dove nel 2024 il valore aggiunto della filiera è aumentato dell’11%, oltre tre volte rispetto al complesso dell’economia meridionale. Oggi il Sud produce quasi un terzo dell’intera Blue Economy nazionale, confermando il mare come leva strategica di sviluppo, occupazione e competitività per l’Italia.





