Lunedì, durante l’udienza preliminare presso la Utah Valley University, un ex agente di polizia del campus ha testimoniato di aver scoperto quella che sembrava essere una postazione da cecchino su un tetto vicino al luogo in cui Charlie Kirk, noto attivista conservatore, fu assassinato lo scorso anno. La testimonianza è arrivata mentre l’accusa cerca di convincere il giudice statale Tony Graf di avere prove sufficienti per processare Tyler Robinson, 23 anni, accusato di omicidio aggravato. Christopher Bagley, ex agente dell’università, ha raccontato di aver assistito alla sparatoria e di essersi poi recato sul tetto di ghiaia da cui, secondo lui, il killer avrebbe avuto una visuale libera sul palco. “Sembra una postazione da cecchino”, ha dichiarato. “Ci sono segni di gomiti, ginocchia e piedi.”
In aula erano presenti i genitori di Kirk, Kathryn e Robert, la vedova Erika e Donald Trump Jr., figlio del presidente Donald Trump. L’accusa chiede la pena di morte per Robinson, che si è costituito il giorno dopo la sparatoria del 10 settembre. Secondo i pubblici ministeri, avrebbe lasciato un biglietto al suo coinquilino in cui scriveva: “Ho avuto l’opportunità di eliminare Charlie Kirk e la coglierò.” Robinson, in abito grigio e con i polsi incatenati, è rimasto in silenzio tra i suoi avvocati, osservando le prove su un monitor. L’udienza, che durerà cinque giorni, è considerata una sorta di mini‑processo: i procuratori devono solo dimostrare che esistono motivi ragionevoli per credere che Robinson abbia ucciso Kirk. La vedova, che durante il funerale aveva perdonato l’imputato, ha dichiarato che ogni udienza “serve come doloroso promemoria della sua morte e della perdita che ha segnato in modo irrevocabile le nostre vite”.





