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Iran, funerali di Khamenei: attese fino a 20 milioni di persone

Iran, funerali di Khamenei: attese fino a 20 milioni di persone

venerdì, 3 Luglio 2026
2 minuti di lettura

La salma di Ali Khamenei è arrivata alla Grande Moschea di Mosalla, a Teheran, dove da domani cominceranno i funerali pubblici dell’ex Guida Suprema iraniana, uccisa quattro mesi fa in un attacco nel primo giorno della guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti.

La cerimonia, che si protrarrà per tre giorni nella capitale prima della sepoltura a Mashhad il 9 luglio, è stata presentata dalle autorità come il più grande evento pubblico dalla rivoluzione islamica del 1979. Secondo le stime diffuse a Teheran, potrebbero partecipare fino a 20 milioni di persone.

Il tributo a Khamenei sarà anche una dimostrazione di forza del regime dopo mesi di guerra, tensioni interne e pressione internazionale. Il primo vicepresidente Mohammad Reza Aref, principale organizzizzatore delle esequie, ha definito i funerali “l’evento più importante di questo secolo”.

Domani mattina la bara sarà esposta dalle 6 locali nella Moschea Imam Khomeini, su un palco rialzato allestito per accogliere la folla. Per evitare incidenti sotto il caldo di luglio, i vigili del fuoco hanno installato migliaia di irrigatori nella piazza.

La memoria corre ai funerali di Ruhollah Khomeini nel 1989 e a quelli del comandante della Forza Quds Qassem Soleimani nel 2020, entrambi segnati da caos e calche mortali. Per questo le misure di sicurezza sono state rafforzate. Mojtaba Khamenei, figlio dell’ex Guida Suprema, non dovrebbe partecipare per ragioni di sicurezza.

Delegazioni straniere e asse con il Libano

Alla cerimonia riservata ai leader stranieri sono già arrivate delegazioni alleate. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha ricevuto una delegazione del movimento sciita libanese Amal, inviata dal presidente del Parlamento libanese Nabih Berri. Ghalibaf ha detto di aver parlato con Berri tre volte durante la guerra, spiegando che il Libano è stato una delle principali preoccupazioni nei negoziati con gli Stati Uniti.

Trump rivendica il “muro d’acciaio”

I funerali hanno congelato anche il canale diplomatico con Washington. Secondo la Cnn, i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran sono stati sospesi fino alla conclusione delle commemorazioni, previste tra Teheran, Qom, Mashhad e le città sante irachene di Najaf e Karbala.

Sul negoziato pesa anche un retroscena rivelato dal Washington Post: l’intelligence americana avrebbe avvertito i Pasdaran che Israele intendeva eliminare alcuni dei principali negoziatori iraniani per far deragliare i colloqui. Nel mirino, secondo fonti citate dal quotidiano, sarebbero finiti il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e lo stesso Ghalibaf. L’allarme avrebbe spinto Teheran a blindare la delegazione e ad aumentare al massimo le misure di protezione.

Donald Trump, intanto, ha rivendicato alla Cnbc la linea dura contro Teheran: “Ho attuato un blocco che in realtà era un muro d’acciaio”, ha detto, sostenendo però di non voler chiudere lo Stretto di Hormuz per evitare uno shock petrolifero globale.

Pasdaran in massima allerta

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica ha intanto annunciato che le forze armate iraniane restano “in stato di massima allerta militare e operativa” sotto la nuova leadership. I Pasdaran hanno avvertito che “qualsiasi errore di valutazione” degli avversari riceverà una risposta “più schiacciante che mai” e hanno invitato la popolazione a partecipare alle esequie, definite non solo un addio ma un “rinnovamento dell’impegno” verso gli ideali della Repubblica islamica.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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