Un’identità visiva unica per tutte le sedi Inps, ma capace di parlare ai quartieri e alle comunità che ogni giorno entrano in rapporto con l’Istituto. È da questo equilibrio che nasce il nuovo modello partito da Roma Garbatella: rendere gli uffici più riconoscibili in tutto il Paese e, allo stesso tempo, più vicini alle persone che li attraversano.
Il progetto mette insieme colori istituzionali, percorsi più chiari, elementi grafici comuni, strumenti digitali e riferimenti al territorio. In una fase in cui i servizi online assumono un ruolo crescente, l’Inps sceglie di dare peso anche alla sede fisica, al luogo in cui il cittadino chiede assistenza, incontra un operatore, cerca una risposta a un bisogno previdenziale o sociale.
La nuova Agenzia territoriale Garbatella è stata inaugurata a Palazzo Mazzoni, in via Spinola 11, alla presenza tra gli altri del Presidente dell’Inps Gabriele Fava, del Direttore generale Valeria Vittimberga e della Direttrice del Coordinamento metropolitano di Roma Nunzia Minerva. Non è solo una nuova apertura nel quadrante sud della Capitale. È il primo banco di prova di un progetto destinato, in modo progressivo, alla rete nazionale delle sedi. L’immagine dell’Istituto, finora rafforzata soprattutto nei canali digitali, entra negli spazi di accoglienza e prova a dare alla pubblica amministrazione un volto più semplice, ordinato e riconoscibile.
Il senso dell’operazione è stato riassunto da Fava con un richiamo al servizio: “Abbiamo deciso di essere sempre più vicini ai nostri cittadini e sempre più graditi”, ha detto il Presidente. Il gradimento, ha aggiunto, non nasce da un elemento estetico isolato, ma “dai migliori servizi che diamo e dal modo in cui li serviamo”. La nuova identità visiva, nella lettura dell’Istituto, non rappresenta quindi un intervento di facciata. Colori, arredi, trasparenze, totem e indicazioni interne devono aiutare l’utente a orientarsi, ridurre la distanza percepita con l’amministrazione e rafforzare la fiducia. La sede diventa parte della prestazione, non un semplice contenitore.
Tra numeri e simboli
Garbatella è stata scelta perché unisce numeri e simboli. Il bacino di utenza supera le centomila persone e il quartiere conserva una forte identità popolare. Palazzo Mazzoni, edificio storico già recuperato dall’Inps, ospita l’Accademia dell’Istituto, attività di formazione, uffici di studio e ricerca, comunicazione e archivio storico. Con l’apertura dell’Agenzia territoriale quello spazio si apre anche ai cittadini che cercano pensioni, sostegni al reddito, prestazioni per la famiglia, invalidità, congedi o informazioni sulle proprie pratiche.
La scelta porta dentro un unico luogo cultura amministrativa, servizio e presenza nel quartiere. Valeria Vittimberga ha insistito proprio su questo punto. Garbatella, ha spiegato, è “un simbolo della Roma popolare”, un quartiere che vive di luoghi, relazioni e partecipazione. Aprire qui la prima sede ispirata alla nuova identità visiva dell’Inps significa, per la direttrice generale, “restituire al popolo un pezzo di quartiere”.
Il riferimento non riguarda solo gli sportelli. Palazzo Mazzoni dispone anche di un parco, usato per iniziative culturali, concerti e appuntamenti aperti alla cittadinanza. L’idea è che un ufficio pubblico possa svolgere la propria funzione senza chiudersi nella sola dimensione della pratica.
La sede, ha osservato Vittimberga, mostra colori luminosi, richiami al brand dell’Istituto e immagini del territorio. Tra gli elementi visivi compaiono scorci della Garbatella e il Gasometro, segni urbani riconoscibili per chi abita quel quadrante. L’allestimento non cancella il contesto, ma lo porta dentro un linguaggio comune. È questo il binomio su cui l’Inps costruisce il progetto: una grammatica unica per tutte le sedi, con riferimenti locali capaci di far sentire l’utente in un ambiente non estraneo. La pubblica amministrazione assume così una forma nazionale, ma conserva la memoria dei luoghi.
Nessuna contrapposizione digitale
Il nuovo spazio non nasce in contrapposizione ai canali digitali. Al contrario, li affianca. Il cittadino potrà usare telefono, videochiamata e servizi online, ma anche recarsi in sede quando il contatto diretto risulta necessario o più adatto alle proprie condizioni. Per una popolazione molto diversa per età, bisogni e dimestichezza tecnologica, la prossimità resta una parte del welfare. In questi uffici lavoreranno 17 persone e saranno disponibili le principali prestazioni individuali: pensioni, benefici previdenziali, detrazioni, invalidità civile e previdenziale, Ape sociale, anticipo pensionistico, congedi, permessi, certificati, disoccupazione, malattia, supporto per la formazione al lavoro, bonus asilo nido, assegno unico universale, assegno sociale, carta europea della disabilità e delega dell’identità digitale.
L’apertura di Palazzo Mazzoni (dalle ore 8.30 alle ore 12.30) segna anche il passaggio da una presenza virtuale a una presenza fisica nel quartiere. Finora l’Agenzia Garbatella risultava costituita presso la filiale metropolitana di Roma Eur, con sportelli, orari e spazi dedicati agli utenti. Ora il rapporto entra nel territorio, con una sede capace di accogliere il cittadino vicino a casa. Vittimberga ha sottolineato il valore pratico dell’intervento: meno spostamenti, maggiore facilità di contatto, accesso più comodo ai servizi.
Nunzia Minerva ha inserito Garbatella in un disegno più ampio per Roma. La Direttrice del Coordinamento metropolitano ha parlato di un nuovo tassello di una strategia che punta a rendere l’Inps più capillare, “dal centro storico al mare”. Negli ultimi anni sono già arrivati l’Agenzia di San Giovanni e il punto Inps di Fiumicino; altri progetti interessano Pomezia e la zona di Montesacro, in via Val d’Ala. L’obiettivo indicato è il completamento nel giro di due o tre anni.
Tra lavoro e partecipazione
Per Minerva la sede Garbatella ha anche un carattere ambizioso perché prova a coniugare la storia di Palazzo Mazzoni con una funzione di servizio aperta a tutti. L’edificio, restituito negli anni alle attività culturali e di alta formazione, ora accoglie anche la domanda quotidiana dei cittadini. La compresenza di Accademia, archivio, studio, ricerca e sportelli costruisce un presidio con più funzioni.
La previdenza, in questa impostazione, non resta un tema tecnico, ma incrocia lavoro, legalità, educazione dei giovani, inclusione e partecipazione. Il Direttore Comunicazione Diego De Felice ha collegato il progetto alla trasformazione del brand Inps: “Per la prima volta gli elementi dell’allestimento, i colori e il brand dell’Istituto che abbiamo studiato sul digitale li abbiamo resi fisicamente visibili”, ha spiegato.
La sede, ha aggiunto, risponde a una logica di “trasparenza, accessibilità e vicinanza ai cittadini”. Il modello prevede elementi uniformi per tutto il territorio nazionale e, insieme, dettagli monografici legati ai luoghi. Alla Garbatella questo significa immagini del Gasometro e richiami alla storia del quartiere; altrove potranno emergere altri segni urbani o paesaggistici.
La diffusione del nuovo modello non seguirà una logica rigida.
De Felice ha chiarito che l’Istituto lavora a un catalogo unico di soluzioni, dal quale i territori potranno attingere in occasione delle ristrutturazioni o degli interventi sugli spazi di accoglienza. L’impegno economico, ha spiegato, resta contenuto perché riguarda soprattutto arredi, colori ed elementi destinati alle aree aperte al pubblico. Il catalogo serve a evitare differenze troppo marcate tra sedi e a garantire un’identità comune.
Il giudizio degli utenti
Il successo della sperimentazione sarà misurato anche attraverso il giudizio degli utenti. L’Inps intende valutare non soltanto la funzionalità dei servizi, ma anche l’accoglienza fisica: gradevolezza, chiarezza, facilità di orientamento, capacità degli spazi di ridurre barriere e disagio.
La domanda decisiva, per De Felice, resta però semplice: l’utente esce se ha risolto il suo problema. La nuova identità visiva deve servire a questo, non a sostituire la qualità della risposta. La riconoscibilità incide sulla reputazione dell’Istituto, ma la fiducia nasce dal rapporto tra attesa, ascolto e soluzione.
Il progetto nazionale guarda anche a sostenibilità, efficienza energetica e innovazione tecnologica. Le linee guida prevedono illuminazione a basso consumo, arredi modulari, materiali flessibili e soluzioni capaci di adattarsi a sedi diverse per dimensione e storia.
In questo modo l’Inps intende costruire un modello replicabile, senza imporre un formato unico a edifici che spesso hanno caratteristiche molto differenti. La sede Garbatella, proprio per la natura storica di Palazzo Mazzoni, applica solo una parte delle linee guida, ma basta a segnare il cambio di passo. Il messaggio è che l’immagine non conta da sola: conta se cambia l’approccio nel rapporto con chi entra.
La scelta di partire da un quartiere e non da una sede centrale rafforza il senso politico-amministrativo dell’iniziativa. L’Inps mette al centro il punto di incontro tra cittadini e istituzione, là dove pensioni, assegni, bonus, indennità, malattia, disoccupazione e invalidità diventano domande concrete. Le sedi non sono terminali burocratici, ma spazi nei quali si misura la capacità dello Stato di farsi capire e di assistere. Per questo il nuovo volto degli uffici non riguarda solo il decoro, ma la qualità della relazione.
Come una comunità
A Palazzo Mazzoni il progetto assume anche una dimensione di comunità. La presenza del parco, dell’Accademia, dell’archivio storico e delle attività culturali amplia la funzione della struttura. Il cittadino che entra per una prestazione previdenziale trova un luogo che conserva memoria, formazione e servizi. È una scelta che attribuisce alla sede pubblica un ruolo più ampio: non soltanto ufficio, ma presidio urbano.
Garbatella, con la sua storia popolare e il suo senso di appartenenza, offre il contesto più adatto per testare questa visione. Da Roma partirà ora l’estensione graduale del modello. Ogni territorio dovrà misurarsi con spazi, vincoli, affluenza e priorità. Il filo comune sarà la volontà di far riconoscere l’Inps ovunque con lo stesso linguaggio, senza cancellare la voce dei luoghi.
Il digitale continuerà a crescere, ma l’Istituto rivendica il valore dell’incontro fisico. Nella sede pubblica, l’utente non cerca solo un modulo o un numero di protocollo. Cerca orientamento, ascolto e una risposta. La nuova identità visiva nasce per rendere quel passaggio meno distante e più chiaro.












