L’Europa rischia di restare ai margini della nuova corsa allo spazio se non saprà dotarsi di una strategia più ambiziosa e di investimenti adeguati. È il monito lanciato da Samantha Cristoforetti in un’intervista a La Repubblica, nella quale l’astronauta italiana invita l’Ue a rafforzare la propria autonomia tecnologica e industriale. Secondo l’ex comandante della Stazione spaziale internazionale, la crescente competizione tra Stati Uniti e Cina impone all’Europa di non accontentarsi di un ruolo subordinato. L’aumento del bilancio dell’Esa da 17 a 22 miliardi di euro viene giudicato un segnale positivo, ma ancora insufficiente, soprattutto sul fronte dell’esplorazione.
Cristoforetti sottolinea che l’Europa è spesso “junior partner” in programmi guidati dagli Stati Uniti e richiama la necessità di diventare “piloti e non passeggeri”, diversificando le partnership e sviluppando una capacità autonoma di missioni spaziali. L’astronauta ricorda anche l’esperienza dell’Atv, veicolo cargo europeo che completò cinque missioni con successo, osservando che ora occorre “recuperare dieci anni”.
Prossimo decennio
La questione diventa ancora più urgente in vista della fine della Stazione spaziale internazionale all’inizio del prossimo decennio. Per Cristoforetti, affidarsi in futuro all’acquisto di “biglietti” da aziende straniere per portare astronauti europei nello spazio “non ha senso”. Il tema, conclude, riguarda non solo la ricerca scientifica, ma anche sovranità, prosperità e sicurezza dell’Europa.






La Cristoforetti ha più che ragione, l’Italia e l’Europa bravissimi a pagare oltre ogni logica necessità, politici. amministratori e magistrati restando assolutamente scarsi nell’investire in ricerca, su tutti i fronti, anche quella spaziale e questo ci porta ad essere succubi e rincorrere sempre gli altri. I nostri politici non riescono a capire che la ricerca è un grande investimento, pensate solo ai miliardi bruciati con i “Clandestini”, RdC, 110% senza contare il disastro “Covid19” e tanto altro. Sviluppare la ricerca in Italia ed in Europa bloccherebbe anche la “fuga dei cervelli” che tanto ci costa.