La costa meridionale del Libano ha perso la sua voce più tenace. Mona Khalil, ambientalista di 76 anni, è morta venerdì dopo essere rimasta ferita in un bombardamento israeliano che ha colpito la sua casa sulla spiaggia di Mansouri, vicino a Tiro. Per oltre venticinque anni aveva trasformato quel tratto di costa in uno dei più importanti siti di nidificazione per le tartarughe marine del Mediterraneo orientale, simbolo di resilienza e speranza in una regione segnata dai conflitti.
Khalil era stata ricoverata in ospedale per giorni, ma le ferite riportate durante l’attacco si sono rivelate fatali. La sua morte arriva mentre gli attacchi israeliani nel sud del Libano si intensificano, alimentando timori di una nuova escalation. “Era una difensora dell’ambiente profondamente impegnata,” ha detto Hisham Younes, fondatore di Green Southerners. “Parlava della spiaggia come di una persona. Aveva un legame spirituale con l’acqua e con le tartarughe.” La sua storia iniziò nel 1999, quando, tornata dai Paesi Bassi dove viveva come rifugiata della guerra civile, assistette per caso alla deposizione delle uova di una tartaruga verde sulla sabbia di Mansouri. Da quel momento dedicò la vita alla protezione di quelle creature minacciate. Nel 2000 fondò l’Orange House Project, un piccolo centro di eco‑turismo e conservazione che divenne un punto di riferimento internazionale per la tutela della fauna marina.
Lì accoglieva volontari, studenti e famiglie, insegnando che la difesa dell’ambiente è anche un atto di pace. Nonostante la guerra del 2006 avesse già danneggiato la sua casa, Khalil rifiutò di abbandonare la spiaggia. “Si barricò dentro, convinta che la sua condizione di civile la proteggesse,” ha raccontato l’amica e attivista Maha Joumaa. “Era coerente con il suo carattere: non si sarebbe mai arresa.” La sua determinazione aveva portato alla creazione di aree costiere protette e alla sensibilizzazione di migliaia di persone contro l’inquinamento e la pesca distruttiva.





