La polizia di Toronto ha rivelato che decine di sparatorie avvenute negli ultimi mesi – compreso l’attacco al consolato statunitense di marzo – sarebbero collegate a una rete “a più livelli” di sicari a pagamento. Secondo il capo della polizia Myron Demkiw, giovani adulti e persino adolescenti vengono reclutati tramite app di messaggistica crittografata come Signal, Telegram e WhatsApp da individui che offrono denaro in cambio di attacchi mirati. Gli esecutori, ha spiegato, devono filmare le sparatorie per ricevere il pagamento. “Chi sta pagando per tutto questo? È ciò che stiamo cercando di scoprire”, ha dichiarato Demkiw.
L’indagine ha subito un’accelerazione dopo la morte dell’agente Marc Pinizzotto, 43 anni, ucciso durante un’irruzione collegata a una delle sparatorie. Per l’omicidio è stato incriminato Nicholas Bennett, 19 anni, mentre altri due giovani – Jayon Burgher e Sheldon Tracey-Stewart, entrambi diciottenni – sono stati accusati per il loro coinvolgimento in altri episodi. La polizia è ancora alla ricerca di Zara Jabbi, 19 anni, ritenuto legato all’attacco al consolato. Due pistole sequestrate durante i blitz della scorsa settimana potrebbero essere state utilizzate in almeno 27 sparatorie nell’area metropolitana, passando di mano in mano tra diversi membri della rete.
Gli investigatori stanno lavorando con l’FBI per verificare possibili collegamenti con gruppi criminali o attori stranieri. Documenti giudiziari statunitensi indicano che l’iracheno Mohammad Baqer Saad Dawood al‑Saadi – incriminato negli USA per terrorismo e responsabile, secondo le autorità, di quasi 20 attentati in Europa – avrebbe rivendicato anche la sparatoria al consolato di Toronto. Demkiw invita alla cautela: “Stiamo ancora indagando su chi organizzi questi atti. È chiaro però che qualcuno vuole creare paura nelle nostre comunità, compresa quella ebraica”.





