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Controlli più severi e nuove tecnologie contro le frodi alimentari: l’appello di Coldiretti

Controlli più severi e nuove tecnologie contro le frodi alimentari: l’appello di Coldiretti

L’organizzazione agricola chiede il rafforzamento delle verifiche lungo tutta la filiera agroalimentare, dai porti alle frontiere, e il riconoscimento di strumenti innovativi come risonanza magnetica e mappatura isotopica per tutelare consumatori, agricoltori e Made in Italy
martedì, 16 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Rafforzare il sistema dei controlli lungo l’intera filiera agroalimentare, alle frontiere e sul territorio nazionale, introducendo strumenti innovativi come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica, che dovrebbero essere riconosciuti come prove valide anche in sede giudiziaria. È questa la richiesta avanzata da Coldiretti durante la riunione della Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare, convocata presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Controlli anti frode

Secondo Coldiretti, solo un rafforzamento dell’attività ispettiva può consentire di contrastare efficacemente le manovre illecite e le speculazioni messe in atto da organizzazioni criminali e trafficanti che minacciano il futuro dell’agricoltura italiana e il valore del Made in Italy agroalimentare.

L’organizzazione evidenzia la necessità di verificare con maggiore attenzione l’applicazione delle norme sull’origine dei prodotti, individuando e sanzionando eventuali dichiarazioni false, già perseguibili attraverso la Legge Caselli contro l’agropirateria. Accanto alla nuova disciplina sui reati agroalimentari, resta infatti centrale la battaglia per una piena trasparenza sull’origine degli alimenti.

Origine obbligatoria

Per Coldiretti la sfida passa anche attraverso una modifica del codice doganale europeo. L’obiettivo è superare il principio dell’“ultima trasformazione sostanziale”, che oggi consente di attribuire l’origine di un prodotto al Paese in cui avviene l’ultima fase significativa della lavorazione, introducendo invece l’obbligo di indicare con chiarezza la reale provenienza degli alimenti commercializzati nell’Unione Europea. Una misura che consentirebbe ai consumatori di conoscere con certezza l’origine del cibo acquistato e di compiere scelte più consapevoli.

Il caso dell’olio extravergine

Tra i comparti maggiormente esposti alle criticità, Coldiretti indica quello dell’olio extravergine d’oliva. I dati della filiera parlano di una produzione nazionale di circa 234 milioni di litri, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni che raggiungono i 545 milioni di litri all’anno.

Numeri che, secondo l’organizzazione agricola, evidenziano la necessità di controlli più rigorosi per prevenire fenomeni di falsificazione dell’origine e pratiche ingannevoli a danno dei consumatori.

Vigilanza nei porti

Particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai controlli nei porti e nei valichi di frontiera, punti strategici di ingresso di prodotti che rischiano di essere successivamente commercializzati come italiani. Per questo Coldiretti chiede un incremento del personale delle forze dell’ordine impegnato nelle attività di vigilanza.

Le recenti operazioni investigative, sottolinea l’organizzazione, hanno portato alla luce sistemi fraudolenti consolidati, compresi tentativi di acquistare fatture da agricoltori compiacenti per alterare l’origine del grano duro. Una vicenda che ha spinto migliaia di agricoltori Coldiretti a mobilitarsi davanti alle Prefetture di tredici capoluoghi di regione.

Bloccare Le pratiche sleali

Per rendere più efficace il sistema dei controlli, Coldiretti propone inoltre di rendere interoperabili le banche dati pubbliche, a partire da quelle dell’Agenzia delle Dogane, garantendo alla Cabina di regia l’accesso trimestrale ai dati sulle importazioni suddivisi per settore merceologico.

L’organizzazione sollecita infine il rafforzamento degli organici specializzati nella lotta alle frodi economiche e un’intensificazione delle verifiche sulle pratiche commerciali sleali, attraverso l’incrocio dei dati relativi ai prezzi con quelli della tracciabilità dei prodotti, per garantire maggiore trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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