Alla vigilia del vertice del G7 a Évian-les-Bains, il presidente statunitense Donald Trump ha lanciato un ultimatum alla Francia: eliminare la tassa del 3% sui servizi digitali o affrontare un dazio del 100% su champagne e vini francesi. In un’intervista al New York Post, Trump ha definito la misura francese “un’estorsione contro le aziende americane” e ha avvertito che gli Stati Uniti “non avranno altra scelta” se Emmanuel Macron non farà marcia indietro.
La minaccia riapre un fronte commerciale che Washington e Parigi avevano cercato di congelare negli ultimi anni. La cosiddetta tassa GAFAM, in vigore dal 2019, colpisce i colossi digitali con un’aliquota del 3% sul fatturato generato in Francia.
Funzionari statunitensi sostengono da tempo che la misura colpisca in modo sproporzionato le aziende americane, mentre l’Eliseo aveva lasciato intendere che la questione non fosse più oggetto di tensione tra i Paesi del G7. Un alto funzionario della Casa Bianca, interpellato da FOX Business, ha ribadito la linea dura dell’amministrazione.
La Francia è particolarmente vulnerabile a un’escalation tariffaria. Il mercato USA rappresenta circa un quinto delle vendite globali dell’industria vinicola francese, per un valore superiore ai 2 miliardi di dollari l’anno.
Le esportazioni di vino e liquori verso gli Stati Uniti sono già soggette a un dazio del 15%, che Parigi sperava di ridurre a zero dopo l’accordo commerciale raggiunto lo scorso anno tra Trump e Ursula von der Leyen. La minaccia arriva mentre altri partner commerciali stanno rivedendo le proprie imposte digitali.
Il Canada ha sospeso la sua tassa nel 2025, l’Italia valuta l’abrogazione della propria, mentre il Regno Unito ha mantenuto l’imposta nell’ambito degli accordi con gli Stati Uniti. In Francia, il dibattito resta aperto: l’Assemblea nazionale aveva votato per raddoppiare l’imposta al 6%, ma il governo ha posto il veto dopo le pressioni del settore e il rischio di ritorsioni americane.





