Il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti è scaduto senza un accordo per prolungare la tregua e Teheran torna a minacciare un’escalation nello Stretto di Hormuz. “Hormuz resterà chiuso finché gli Stati Uniti non rispetteranno l’accordo”, ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Il capo negoziatore della Repubblica islamica ha avvertito che Teheran è “pronta a infliggere al nemico una sconfitta più pesante, proporzionata alle sue azioni”.
Il memorandum, firmato il 17 giugno e valido per sessanta giorni, era stato concepito per accompagnare i negoziati verso un’intesa più stabile. Washington ha però escluso una proroga. Il presidente Donald Trump ha affermato di non ritenere l’Iran disponibile ad accettare “il tipo di accordo” considerato necessario dagli Stati Uniti, ribadendo che Teheran non potrà dotarsi di un’arma nucleare.
Secondo una fonte iraniana citata da Reuters, i colloqui sono ora in stallo e Teheran sarebbe pronta, se fallisse la diplomazia, a ricorrere alla forza per rompere il blocco navale statunitense nello Stretto. Trump ha rivendicato invece il “controllo totale” di Hormuz grazie al dispositivo americano e ha sostenuto che il blocco sta sottraendo all’Iran “milioni di barili di petrolio a settimana”.
Araghchi: “Israele ostacola l’intesa”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha indicato Israele come il principale ostacolo a un accordo tra Teheran e Washington. Parallelamente proseguono i contatti indiretti: Jared Kushner, inviato e genero di Trump, ha affermato che i colloqui tra gli Stati Uniti e diverse componenti del governo iraniano sono “probabilmente più intensi che mai”, pur precisando che non è stata ancora raggiunta un’intesa.
Teheran continua inoltre a trattare con l’Oman per individuare un meccanismo che consenta il passaggio sicuro delle navi nello Stretto. Araghchi ne ha discusso con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, ribadendo l’impegno iraniano a proseguire il negoziato.
Erdogan chiama Trump
Anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con Trump, invitandolo a proseguire i negoziati con l’Iran e a sfruttare “al massimo la diplomazia”. Nel corso della telefonata i due leader hanno discusso anche di Gaza. Erdogan ha denunciato l’aumento delle azioni israeliane contro i palestinesi proprio mentre si tenta di passare alla seconda fase del processo di pace e ha assicurato che Ankara continuerà a sostenere la ricostruzione della Striscia.
La tensione resta alta anche sul mare. L’agenzia britannica UKMTO ha riferito che una nave in uscita dallo Stretto di Hormuz è stata colpita da un proiettile non identificato: danneggiata la sala macchine e ferito un membro dell’equipaggio. Gli altri marittimi sono stati assistiti dalla Guardia costiera dell’Oman.
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha intanto invitato Washington e Teheran a riprendere rapidamente i negoziati e ad abbassare i toni, ribadendo che “non esiste una soluzione militare” al conflitto.





