Elon Musk ha infranto un nuovo record planetario: è ufficialmente il primo trilionario della storia. L’apertura in borsa di SpaceX a 150 dollari per azione ha catapultato il valore della sua partecipazione oltre i 766 miliardi di dollari. Sommando i 280 miliardi derivanti dalla sua quota in Tesla, il patrimonio netto del CEO supera ora i 1.050 miliardi di dollari, più del PIL di Paesi come Irlanda, Svezia o Taiwan.
L’IPO di SpaceX ha aggiunto da sola oltre 180 miliardi alla fortuna personale di Musk, creando al contempo migliaia di nuovi milionari e diversi nuovi miliardari tra dipendenti e dirigenti dell’azienda. Le azioni hanno chiuso la giornata a 161,11 dollari, valutando SpaceX oltre 2 trilioni.
Tesla, trascinata dall’entusiasmo, ha guadagnato quasi il 2%, raggiungendo i 406 dollari. La traiettoria di Musk è senza precedenti: miliardario nel 2012, ventimiliardario nel 2019, centimiliardario nel 2020 dopo lo split di Tesla. In sei anni, la sua ricchezza è aumentata di dieci volte, superando di slancio i precedenti detentori del titolo di “uomo più ricco del mondo” come Jeff Bezos, Bill Gates e Bernard Arnault.
Oggi il secondo in classifica, Larry Page, è fermo a 295 miliardi: una distanza siderale. Il nuovo status di Musk alimenta inevitabilmente il dibattito globale sulla concentrazione della ricchezza e sul potere crescente dei fondatori tech americani.
Secondo Forbes, persino Bill Gates — che avrebbe oggi 464 miliardi se non avesse donato così tanto — resta lontanissimo dal nuovo vertice stabilito dal patron di SpaceX. L’ascesa di Musk segna un punto di svolta: non solo per la finanza, ma per l’immaginario politico ed economico mondiale.
Un singolo imprenditore vale più di intere nazioni, e la sua influenza si estende ben oltre i mercati. L’era del primo trilionario è appena iniziata, e il suo protagonista è già al centro di un nuovo equilibrio di potere.





