L’attesa inaugurazione del Gordie Howe International Bridge, il nuovo collegamento da 4,7 miliardi di dollari tra Detroit e Windsor, è stata rinviata dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva minacciato di bloccarne l’attraversamento. Il taglio del nastro era previsto per venerdì, ma Ottawa e Washington hanno concordato di posticipare l’apertura per “risolvere questioni in sospeso”, secondo l’Autorità del Ponte Windsor‑Detroit. Il primo ministro canadese Mark Carney ha confermato che la decisione è arrivata su richiesta dell’amministrazione USA. Il rinvio arriva in un clima di tensione commerciale.
A febbraio Trump aveva citato il rifiuto del Canada di vendere alcune bevande alcoliche statunitensi, i dazi sui latticini e i negoziati con la Cina come motivi per cui avrebbe potuto impedire l’apertura del ponte. Il sindaco di Windsor, Drew Dilkens, ha avvertito che il Canada non deve “inginocchiarsi” per ottenere l’apertura, mentre sullo sfondo emergono sospetti politici: Matthew Moroun, proprietario dell’Ambassador Bridge — il principale concorrente del nuovo ponte — ha donato un milione di dollari a un comitato politico vicino a Trump poche settimane prima di incontrare Lutnick. I democratici della Camera hanno insinuato che Moroun stia cercando di proteggere i profitti della sua azienda influenzando la politica commerciale USA.
Il Gordie Howe Bridge, finanziato interamente dal Canada dopo il rifiuto degli Stati Uniti di contribuire ai costi, è considerato un’infrastruttura strategica. Dovrebbe ridurre di 20 minuti i tempi di attraversamento e alleggerire il traffico sull’Ambassador Bridge, che nel 2023 ha gestito scambi per 126 miliardi di dollari. Uno studio dell’Università di Windsor stima risparmi per 2,3 miliardi di dollari in 30 anni per gli autotrasportatori. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha dichiarato di essere pronto ad assegnare il personale necessario, ma l’incertezza politica pesa.





