Il consigliere d’amministrazione INPS plaude alla riapertura del reclutamento degli ispettori voluta dal ministro Calderone e propone una struttura dedicata, sul modello dell’autonomia coordinata già sperimentata in AGEA.
Roma, 11 giugno – «Bene il ministro Calderone, che ha riaperto il reclutamento degli ispettori di vigilanza in INPS e INAIL. Ora però serve una strategia organizzativa interna al nostro Istituto: è venuto meno il motivo per cui la Direzione Centrale Vigilanza Ispettiva fu soppressa, ovvero quel ruolo a esaurimento che sotto il Governo Renzi ridusse gli ispettori INPS da 1.700 a circa 650».
Così Fabio Vitale, consigliere di amministrazione INPS.
Vitale ricorda che la riforma della Pubblica Amministrazione del 2015, con l’istituzione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ha dimezzato nel decennio gli organici ispettivi di INPS e INAIL. Con le nuove assunzioni avviate dal Governo Meloni – le prime dopo il concorso del 2007 – il presupposto della soppressione, a suo avviso, non sussiste più: «È opportuno istituire una Direzione Centrale Vigilanza Ispettiva che dia a questa figura professionale una collocazione istituzionale all’altezza delle sue funzioni e ne esalti il ruolo di presidio della cultura della legalità».
Come riferimento, il consigliere indica il modello AGEA: dopo il riconoscimento della qualifica di pubblici ufficiali agli ispettori Agecontrol, l’Agenzia opera nella lotta al caporalato con un’attività di intelligence amministrativa autonoma ma coordinata dall’ente. «Nella stessa ottica – conclude – INPS dovrebbe avere una direzione autonoma nell’ambito del coordinamento generale dell’Istituto, in coerenza con la norma del 2004 e a consolidamento delle scelte del Governo».


