Nelle ultime ore, Bill Gates ha rivelato un dettaglio finora rimasto nell’ombra del suo rapporto con Jeffrey Epstein, sostenendo che il finanziere avrebbe tentato di sfruttare informazioni sulle sue relazioni extraconiugali per esercitare pressione su di lui. L’affermazione, pronunciata durante un colloquio riservato con alcuni giornalisti a Seattle, aggiunge un nuovo tassello alla complessa vicenda che da anni lega il fondatore di Microsoft al nome di Epstein, morto nel 2019 in circostanze ancora controverse. Secondo quanto riportato da fonti vicine all’imprenditore, Epstein avrebbe fatto leva su confidenze e indiscrezioni riguardanti la vita privata di Gates per ottenere vantaggi in ambito filantropico e finanziario. “Era chiaro che cercava di manipolare la situazione — ha spiegato Gates — insinuando che potesse usare certe informazioni se non avessi mantenuto i contatti con lui.” L’ex CEO ha aggiunto di aver compreso troppo tardi la natura di quelle conversazioni, definite “un errore di giudizio” già in precedenti dichiarazioni.
La rivelazione riapre il dibattito sull’influenza che Epstein esercitava su figure di alto profilo, spesso attraverso un misto di fascino, opportunismo e ricatto morale. Gli investigatori federali, che continuano a esaminare i documenti legati alla rete di contatti del finanziere, considerano le parole di Gates un elemento utile per delineare il metodo con cui Epstein costruiva le proprie relazioni di potere. Gates, oggi impegnato a ricostruire la propria immagine pubblica, ha ribadito di non aver mai avuto rapporti d’affari con Epstein e di aver interrotto ogni contatto non appena comprese le sue reali intenzioni. “Non ho nulla da nascondere,” ha concluso, “ma è giusto che si sappia fino a che punto quell’uomo cercava di manipolare chiunque potesse servirgli.”





