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Israele uccide il nuovo capo militare di Hamas e allarga l’offensiva in Libano

mercoledì, 27 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Israele ha annunciato l’uccisione di Mohammed Odeh, indicato come nuovo comandante dell’ala militare di Hamas nella Striscia di Gaza, e ha allargato le operazioni militari nel sud del Libano, spingendosi oltre il fiume Litani. L’escalation arriva mentre resta alta la tensione tra Stati Uniti e Iran, dopo raid americani che Washington, secondo Cnn, avrebbe condotto in risposta ad azioni militari minacciose di Teheran.

A rivendicare l’eliminazione di Odeh è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, con un post su X. Secondo Israele, Odeh era stato messo alla guida delle Brigate Ezzedine al Qassam dopo l’uccisione del suo predecessore, pochi giorni fa, ed era stato a capo dell’intelligence militare di Hamas durante il massacro del 7 ottobre. Fonti di Hamas a Gaza, citate dal quotidiano arabo Asharq Al Awsat, hanno confermato la morte del comandante in un raid contro un appartamento nel quartiere di Rimal, nel centro di Gaza City. Nell’attacco sarebbero rimasti uccisi anche la moglie e i figli. Secondo i primi bilanci, i raid a Rimal hanno causato almeno tre morti e dodici feriti, mentre altri cinque palestinesi sarebbero stati uccisi in un attacco con droni nel campo profughi di al Maghazi.

Katz ha collegato l’operazione alla linea più ampia del governo israeliano su Gaza, ribadendo che sarà attuato anche il piano di “emigrazione volontaria” dalla Striscia, “nei tempi previsti e nel modo corretto”. Una prospettiva contestata sul piano internazionale e rilanciata mentre il cessate il fuoco resta fragile.

Offensiva oltre la “linea gialla” in Libano

Il fronte più caldo resta il Libano. Secondo Channel 12, il governo israeliano avrebbe approvato l’estensione delle operazioni oltre la “linea gialla” nel sud del Paese, con incursioni via terra e raid nelle aree meridionali e nella valle della Bekaa, ma senza colpire Beirut. La Casa Bianca avrebbe avvertito Netanyahu: “Non attaccate Beirut, non vogliamo vedere edifici crollare”, per non destabilizzare i negoziati regionali con Iran e Libano. Un alto funzionario israeliano ha però precisato che il limite non riguarda le eliminazioni mirate: “Se si presenta un’opportunità operativa, non esiste alcun divieto”.

Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha sostenuto che “Israele non ha ambizioni in territorio libanese” e ha attribuito l’offensiva al “totale fallimento” di Beirut nel tenere Hezbollah a nord del Litani. Secondo Al Jazeera, che cita il ministero della Salute libanese, i bombardamenti israeliani hanno ucciso 31 persone e ne hanno ferite 40 nel sud del Libano. Un altro aggiornamento parla di 28 morti e 104 feriti nelle ultime 24 ore, con un bilancio complessivo di 3.213 morti e 9.737 feriti dall’inizio delle ostilità, il 2 marzo.

Hezbollah ha dichiarato scontri “a distanza ravvicinata” con l’Idf a Zawtar al Sharqiyah, a nord del Litani e al margine della linea gialla. L’esercito israeliano ha continuato a colpire Mashghara, Nabatieh, Jezzine, Tiro, Bint Jbeil e Sidone, con raid contro abitazioni, infrastrutture locali e una stazione di servizio.

Teheran avverte su Hormuz

Sul fronte iraniano, i Pasdaran hanno sostenuto che nelle ultime 24 ore 25 navi, tra cui petroliere e portacontainer, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo autorizzazione e coordinamento con la loro Marina. Teheran rivendica un “controllo intelligente” sul passaggio strategico e avverte che “qualsiasi atto di aggressione sarà contrastato con colpi durissimi”. Mohammad Akbarzadeh, vice capo politico della Marina dei Pasdaran, ha giudicato “bassa” la possibilità di una nuova guerra con gli Usa, “a causa della debolezza del nemico”, ma ha aggiunto che le forze iraniane sono pronte a difendersi.

Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida suprema Ali Khamenei, ha definito Hormuz “la vera garanzia” di un eventuale accordo con Washington: “Documenti e firme non sono una garanzia. La geografia non mente”. La Cina ha chiesto il rispetto della tregua in Medio Oriente e ha invitato Stati Uniti e Iran a cercare un compromesso.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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