Tulsi Gabbard ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di direttrice dell’intelligence nazionale degli Stati Uniti. La notizia, confermata dalla Casa Bianca e diffusa da Fox News, è stata accompagnata da una lettera formale in cui Gabbard spiega di voler lasciare l’incarico per stare accanto al marito Abraham, colpito da una forma estremamente rara di tumore alle ossa. Il suo ultimo giorno di servizio sarà il 30 giugno.
Il presidente Donald Trump ha espresso pubblicamente il suo rammarico, definendo Gabbard “una servitrice dello Stato eccezionale” e annunciando che il vicedirettore Aaron Lukas assumerà la guida ad interim dell’intelligence nazionale. “Tulsi ha fatto un lavoro incredibile e ci mancherà”, ha scritto su Truth Social, sottolineando la scelta “giusta e umana” della direttrice di dedicarsi alla famiglia.
Dietro la decisione, tuttavia, si intrecciano anche indiscrezioni politiche. Secondo fonti citate da Reuters e Euronews, la Casa Bianca avrebbe esercitato pressioni affinché Gabbard si dimettesse, dopo settimane di tensioni interne legate alla gestione dei dossier su Iran e sicurezza cibernetica.
L’ex deputata delle Hawaii, veterana della Guardia Nazionale e figura trasversale nel panorama politico americano, era stata nominata all’inizio del secondo mandato di Trump, dopo un percorso che l’aveva vista passare dal Partito Democratico al sostegno repubblicano.
Nel suo anno e mezzo alla guida dell’intelligence, Gabbard aveva promosso una riorganizzazione dei flussi informativi tra le agenzie federali e insistito sulla necessità di una maggiore trasparenza verso il Congresso. La sua uscita, in un momento di ricambio ai vertici dell’amministrazione, lascia un vuoto significativo in un settore strategico per la sicurezza nazionale.
La lettera di dimissioni si chiude con parole di gratitudine e speranza: “Mio marito è stato la mia roccia in ogni sfida. Ora è il mio turno di sostenerlo”.





