0

Caro energia, stangata da 3 miliardi sul terziario nel 2026: “Bollette ancora del 40% sopra i livelli pre-Covid”

sabato, 23 Maggio 2026
1 minuto di lettura

Nel 2026 il caro energia rischia di presentare al terziario italiano un conto da circa 3 miliardi di euro in più all’anno rispetto al periodo pre-Covid. È la stima elaborata da Confesercenti, che ha analizzato l’impatto dell’aumento dei costi di elettricità e gas su bar, ristoranti, alberghi, esercizi alimentari e supermercati, prendendo come riferimento i rincari registrati dal 2019 a oggi. Secondo le elaborazioni dell’associazione su dati Istat e Arera, i rincari energetici continuano a incidere pesantemente sui bilanci delle imprese del commercio e del turismo.

Per un ristorante, ad esempio, la spesa annua per il gas è salita da 4.900 a 7.500 euro, con un incremento del 53%, mentre il costo dell’elettricità è passato da 9.000 a 11.300 euro annui (+25,6%).

Situazione analoga per il comparto alberghiero. Un hotel da trenta camere paga oggi circa 9.600 euro l’anno per il gas, contro i 6.150 euro del 2019 (+56%), e 33.600 euro per l’energia elettrica rispetto ai 26.400 euro di sette anni fa (+27,3%).

Stangata

Numeri che, moltiplicati per le centinaia di migliaia di attività presenti sul territorio nazionale, determinano una stangata complessiva stimata in circa tre miliardi di euro. “Da quattro anni, complici i conflitti che si sono susseguiti, i prezzi dell’energia restano stabilmente più alti rispetto al 2019: dopo i picchi del 2023 c’è stato un parziale rientro, ma le bollette si sono assestate su livelli intorno al 40% sopra quelli pre-Covid, per le famiglie come per le imprese”, afferma il presidente nazionale di Confesercenti, Nico Gronchi.

“È questo – prosegue Gronchi – a rendere ancora più necessaria una correzione strutturale. Per un ristorante o un piccolo albergo questi rincari valgono migliaia di euro in più all’anno, su attività che hanno già i margini compressi da inflazione, affitti e costo del lavoro”.

Intervento utile

Secondo Confesercenti i decreti bollette varati negli ultimi anni hanno rappresentato un primo intervento utile, soprattutto sul fronte degli oneri di sistema, che incidono per oltre il 20% sulla bolletta elettrica delle imprese. Tuttavia, l’associazione ritiene insufficienti le misure adottate finora.

“I decreti bollette che si sono succeduti hanno dato una prima risposta e vanno riconosciuti – conclude Gronchi – ma resta una risposta emergenziale, e l’effetto è limitato: per il terziario la riduzione attesa sulle bollette nel 2026 non supera il 2%. Il problema è strutturale e chiede strumenti permanenti: ridurre in modo stabile la componente fiscale e gli oneri che gravano su gas ed elettricità è la leva più immediata per dare respiro alle imprese, senza attendere i tempi della transizione”.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Claudia Salvestrini, Direttrice generale del Consorzio PolieCo

“Rifiuti, profitti e silenzi”: la battaglia di Claudia Salvestrini contro l’illegalità ambientale

Claudia Salvestrini non è mai stata una figura comoda. Direttore…

“Premierato dimezzato”. Tanti interrogativi. Nessun pregiudizio

Il muro contro muro sulla riforma costituzionale proposta da Meloni…