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Il Papa: "Droga e disinformazione si combattono partendo da scuola e famiglia"

Migranti, l’appello di Papa Leone XIV da Tenerife: “Ogni vita persa in mare è un fallimento dell’umanità”

Nella Plaza del Cristo de La Laguna il Pontefice incontra le realtà impegnate nell'integrazione dei migranti. Momenti di commozione con i bambini del centro Las Raíces
sabato, 13 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Un forte richiamo alla responsabilità collettiva, all’accoglienza e alla dignità della persona ha caratterizzato l’incontro di Papa Leone XIV con le realtà impegnate nell’integrazione dei migranti nella Plaza del Cristo de La Laguna, a Tenerife. Momenti toccanti si sono vissuti al termine dell’incontro. Dopo il discorso, sceso dal podio, il Pontefice è stato raggiunto di corsa da alcuni bambini del centro migranti Las Raíces.

Solidarietà e riconoscenza

Tra le testimonianze ascoltate quella di Mbacke Ndiaye, giovane senegalese arrivato nelle Canarie: “Tenerife mi ha insegnato che la fraternità esiste oltre il sangue, quando una persona ti tende la mano senza chiedere nulla in cambio e la paura va via e arriva la speranza. Il mio impegno è semplice: voglio restituire quanto ho ricevuto, lavorare con onestà, studiare con sforzo e aiutare la mia famiglia”.

Coscienza umana e cristiana

Nel suo intervento, Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero alle vittime delle migrazioni: “Una coscienza umana, e ancor più una coscienza cristiana, non può rimanere indifferente di fronte alle vittime dei naufragi e alla mancanza di soccorso, di fronte ai cimiteri del mare. Ogni vita persa su queste rotte è un fallimento per la famiglia umana”.

Superare le paure

Il Papa ha poi invitato a superare paura e indifferenza: “L’ultima parola non può averla la paura, né l’indifferenza, né la violenza di chi specula sulla vita umana. L’ultima parola spetta a Cristo, che si identifica con lo straniero, tocca le ferite dell’umanità e ci chiama a riconoscerlo in ogni fratello che ha bisogno di essere accolto, protetto, valorizzato e integrato”.

Integrazione e rispetto

Àmpio spazio è stato dedicato al tema dell’integrazione. “Integrare”, ha evidenziato il Pontefice , “non significa cancellare la storia di chi arriva né esigere che lasci alle spalle tutto ciò che fa parte della sua memoria. Non significa nemmeno creare mondi paralleli, chiusi gli uni agli altri, dove le persone convivono senza incontrarsi realmente”.

Impegno di integrazione reciproco

Secondo Leone XIV, l’integrazione è “ un cammino reciproco”: chi arriva è chiamato a imparare la lingua, rispettare le leggi e partecipare alla vita della comunità, mentre chi accoglie deve saper allargare la propria casa senza rinunciare alla propria identità. “Ogni società che accoglie ha dei doveri nei confronti di chi arriva; e chi è accolto scopre a sua volta che la dignità, riconosciuta come diritto, fiorisce quando si trasforma in responsabilità e in sincero desiderio di costruire insieme agli altri. Così, chi è arrivato come straniero può ritrovare legami, ricostruire fiducia e sentirsi parte viva di una comunità”.

Il monito ai trafficanti di persone

Dure, infine, le parole rivolte a chi alimenta il traffico di esseri umani e lo sfruttamento dei migranti. “Da questa piazza voglio rivolgere una parola chiara a coloro che organizzano percorsi di morte, trafficano in esseri umani, trattengono i documenti, sfruttano i lavoratori, minacciano le donne, ingannano le famiglie. Fermatevi! Convertitevi!”. “Il denaro strappato alla vulnerabilità dei poveri”, ha sottolineato infine il Papa, “ non darà pace, né onore, né futuro. Per ogni vita perduta, ogni famiglia ingannata, ogni corpo sottomesso, dovrete comparire davanti alla giustizia divina. Spezzate quelle catene e liberate coloro che tenete sotto il vostro dominio”.

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