La presidente irlandese Catherine Connolly ha dichiarato di essere “molto orgogliosa” ma anche “molto preoccupata” per sua sorella Margaret, arrestata lunedì dalle forze israeliane mentre partecipava a un convoglio umanitario diretto verso Gaza. Margaret Connolly, medico di base a Sligo, era a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, intercettata in acque internazionali a sud di Cipro. Secondo il gruppo umanitario, almeno sei cittadini irlandesi sono stati fermati. L’episodio arriva in un momento delicato nei rapporti tra Irlanda e Israele.
Nel 2024, Tel Aviv ha chiuso l’ambasciata a Dublino per protestare contro il riconoscimento irlandese dello Stato palestinese e per le accuse di genocidio a Gaza, che il governo israeliano respinge fermamente. L’arresto di una cittadina irlandese — e la solidarietà espressa pubblicamente dal capo di Stato — rischiano ora di inasprire ulteriormente la crisi diplomatica. La flottiglia, composta da oltre una dozzina di imbarcazioni partite dal porto turco di Marmaris, trasmetteva in diretta mentre le navi israeliane si avvicinavano.
Il Ministero degli Esteri israeliano ha definito l’iniziativa “una provocazione fine a se stessa”, sostenendo che servisse “gli interessi di Hamas” e ostacolasse il piano di pace promosso da Washington. In un video diffuso dagli attivisti, Margaret Connolly afferma: “Se state guardando questo video, significa che sono stata rapita… La causa palestinese è la bussola morale del nostro tempo”. A Dublino, il Ministero degli Affari Esteri ha dichiarato di “monitorare attivamente” la situazione.
Le autorità israeliane hanno diffuso un filmato che mostrerebbe alcuni degli arrestati in attesa di essere trasferiti su navi militari. L’arresto è avvenuto mentre la presidente Connolly si trovava a Londra per una visita ufficiale di tre giorni, durante la quale ha incontrato re Carlo e lo ha invitato formalmente a visitare l’Irlanda.





