L’FBI ha annunciato una ricompensa di 200.000 dollari per informazioni utili alla cattura di un ex specialista del controspionaggio dell’aeronautica militare statunitense, fuggito in Iran dopo essere stato accusato di aver fornito segreti sensibili a Teheran. Il caso, definito dai funzionari federali “una grave minaccia alla sicurezza nazionale”, riporta al centro dell’attenzione il rischio di infiltrazioni interne nelle agenzie di intelligence americane.
Secondo i documenti del Dipartimento di Giustizia, l’uomo — identificato come un ex analista con accesso a programmi classificati — avrebbe iniziato a collaborare con l’intelligence iraniana anni prima della fuga, fornendo informazioni su operazioni, identità di agenti e tecniche di sorveglianza. Le autorità ritengono che abbia lasciato gli Stati Uniti utilizzando una rete di contatti costruita durante il servizio militare, eludendo i controlli e raggiungendo l’Iran attraverso Paesi terzi.
L’FBI ha diffuso un avviso pubblico in cui definisce il ricercato “armato di conoscenze altamente sensibili” e potenzialmente in grado di aiutare Teheran a identificare vulnerabilità nei sistemi di difesa americani. La ricompensa, insolitamente alta per un caso di spionaggio non violento, riflette la preoccupazione per l’impatto che le informazioni compromesse potrebbero avere sulle operazioni in Medio Oriente.
Funzionari statunitensi hanno dichiarato che l’uomo potrebbe essere sotto protezione dei servizi iraniani, rendendo improbabile un arresto diretto. Tuttavia, Washington spera che la ricompensa possa incentivare segnalazioni da parte di intermediari o contatti internazionali.
Il Dipartimento di Giustizia sta valutando ulteriori accuse, tra cui violazioni dell’Espionage Act e collaborazione con un governo ostile. Il caso arriva in un momento di tensioni crescenti tra Stati Uniti e Iran, con scambi di accuse su cyberattacchi, attività militari nel Golfo e operazioni clandestine.





