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Effetto Iran inflazione
Immagine generata da AI

Effetto Iran sui prezzi: stangata da 926 euro il conto alle famiglie

Il Codacons, in due mesi rincari su carburanti, bollette, trasporti e alimentari. Combustibili liquidi su del 38,4%, voli internazionali del 18,2%, gas del 13%
lunedì, 4 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Il caro-prezzi legato alla guerra in Medioriente entra nei bilanci delle famiglie italiane. Secondo uno studio del Codacons in due mesi l’“effetto Iran” ha prodotto aumenti su carburanti, bollette, trasporti, alimentari e alcuni prodotti legati a comunicazione e informatica. Il conto, ai livelli attuali, sfiora quota mille euro l’anno per nucleo familiare. L’associazione dei consumatori calcola una maggiore spesa pari a 926 euro su base annua, a parità di consumi. L’analisi prende in esame i dati Istat sull’andamento dell’inflazione tra febbraio, prima dell’avvio del conflitto, e aprile.

Il confronto mostra una spinta diffusa dei listini, con il rialzo più forte nei combustibili liquidi. Benzina, diesel, cherosene, gasolio per riscaldamento e altri prodotti della stessa categoria segnano nel periodo un aumento del 38,4%. Una variazione che, secondo il Codacons, ha innescato effetti anche su altri comparti, perché il costo dell’energia incide sia sugli spostamenti sia sul trasporto delle merci.

Il dettaglio dei carburanti conferma la pressione sui consumatori. Il gasolio sale del 23% in due mesi, la benzina del 6,2%, mentre gpl e metano costano il 9,4% in più. Aumenti che pesano sugli automobilisti, ma anche sulle imprese che devono spostare prodotti lungo la filiera. Per questo, sottolinea l’associazione, il rincaro dei carburanti non resta confinato ai distributori, ma arriva nei negozi e nei supermercati.

Spese domestiche

Il capitolo energia incide direttamente sulle spese domestiche. Ad aprile il gas costa alle famiglie il 13% in più rispetto a febbraio, mentre l’elettricità registra un incremento del 5,2%. La guerra in Iran, osserva il Codacons, ha fatto salire le quotazioni energetiche, con ripercussioni immediate sulle bollette. Il risultato è un ulteriore aggravio per i nuclei già esposti al caro vita. Anche i trasporti mostrano variazioni rilevanti. I biglietti dei voli internazionali aumentano del 18,2% rispetto a febbraio. Le tariffe dei traghetti crescono del 6%, mentre il noleggio di mezzi di trasporto personali richiede l’8,8% in più. Il dato colpisce in una fase nella quale molte famiglie programmano viaggi, spostamenti e vacanze. Il rincaro del settore rischia quindi di ridurre la propensione alla partenza o di spingere verso soluzioni meno costose.

La spesa alimentare non resta fuori dalla corsa dei prezzi. In due mesi mirtilli, lamponi, more e ribes rincarano del 16,1%. I legumi salgono del 9,9%. Gli ortaggi, tra peperoni, melanzane, zucchine e pomodori, aumentano dell’8,6%. Alcune tipologie di frutta fresca crescono del 7,8%, mentre gli agrumi segnano un rialzo del 7,5%. Sono incrementi che si trasferiscono sul carrello e incidono in modo particolare sulle famiglie con redditi più bassi, per le quali la quota destinata ai beni essenziali pesa di più sul budget mensile.

Comunicazione e informatica

Nello studio compaiono anche comunicazione e informatica. I supporti per la registrazione salgono del 21,6% in due mesi. Videogiochi, console, applicazioni e software per videogiochi aumentano del 16,4%. Pur non trattandosi di beni primari, il loro andamento conferma, secondo il Codacons, la diffusione dello shock sui prezzi al dettaglio. L’associazione descrive la situazione come uno “tsunami” sui listini, causato in larga parte dal rialzo dei carburanti. L’aumento dell’energia rende più caro viaggiare, produrre, distribuire e vendere. La conseguenza è un effetto a catena che attraversa diversi settori e si scarica sulle famiglie attraverso bollette, trasporti, prodotti alimentari e servizi.

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