Un attentato dinamitardo in territorio russo avrebbe avuto come obiettivo un ufficiale soprannominato “il macellaio di Bucha”, figura associata alle violenze commesse durante l’occupazione dell’omonima città ucraina. Tuttavia, secondo quanto riportato dal Guardian, l’esplosione ha finito per uccidere un altro ufficiale, alimentando confusione e sospetti sulle reali dinamiche dell’operazione.
Le circostanze dell’attacco restano ancora poco chiare. Le prime ricostruzioni parlano di un ordigno piazzato con precisione, segno di un’azione pianificata e non casuale. Resta però da capire se si sia trattato di un errore di identificazione, di un cambio di programma all’ultimo momento o di una più complessa operazione interna, forse legata a rivalità tra apparati di sicurezza.
L’episodio riporta l’attenzione su Bucha, città simbolo delle atrocità attribuite alle forze russe nei primi mesi della guerra in Ucraina. Il soprannome evocato nella notizia richiama proprio quei fatti, mai pienamente chiariti sul piano giudiziario internazionale ma ampiamente documentati da osservatori e media.
L’attentato evidenzia anche un possibile deterioramento della sicurezza interna russa. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati episodi simili, con attacchi mirati contro figure militari o legate all’apparato statale. Alcuni analisti parlano di infiltrazioni di gruppi ostili, altri ipotizzano regolamenti di conti interni.
Le autorità russe, per ora, mantengono il massimo riserbo sull’accaduto. Non sono stati diffusi dettagli ufficiali sull’identità della vittima né su eventuali responsabili. Nel frattempo, l’episodio contribuisce ad aumentare la tensione in un contesto già segnato dalla guerra e da crescenti pressioni politiche e militari.
Record di attacchi russi
Le forze armate del Cremlino hanno aumentato il numero di attacchi diurni, mentre in precedenza Mosca prendeva di mira l’Ucraina quasi esclusivamente di notte: una mossa che Kiev denuncia come una tattica volta a massimizzare le vittime civili, dato che il conflitto ha già causato decine di migliaia di morti. Anche il numero di missili lanciati da Mosca – 141 – è aumentato del 2% rispetto al mese precedente, ma è ben lontano dai 288 lanci registrati a febbraio.
Zelensky più pressione Mosca
“La notte scorsa – ha scritto su X –i russi hanno nuovamente attaccato normali edifici residenziali a Odessa: al momento, si contano cinque feriti e incendi in due edifici. A Kryvyi Rih, una persona è rimasta ferita a seguito di un attacco di droni. Nella regione di Kharkiv, sono state colpite le infrastrutture ferroviarie. Si sono registrati danni e alcuni vagoni ferroviari hanno preso fuoco. Migliaia di famiglie sono rimaste senza elettricità a causa dei bombardamenti. Attacchi sono stati effettuati anche contro le regioni di Sumy e Zaporizhzhia”.
Raffinerie russe sotto attacco
I volumi di raffinazione del petrolio nelle raffinerie russe sono crollati al livello più basso dal 2009 a seguito degli attacchi ucraini con droni che hanno colpito diversi impianti, depositi e oleodotti dalla regione di Leningrado agli Urali.
Secondo Bloomberg, che cita dati OilX, la raffinazione del petrolio in Russia è scesa a 4,69 milioni di barili al giorno. Rispetto all’inizio dell’anno, i volumi sono diminuiti dell’11%, del 12% su base annua e del 18%, ovvero quasi 1 milione di barili al giorno, rispetto al periodo prebellico del 2021. Ad aprile, le Forze armate ucraine hanno attaccato le infrastrutture petrolifere russe almeno 21 volte, secondo Bloomberg. Il numero di attacchi ha rappresentato un record per l’inizio dell’anno e uno dei più alti dall’inizio della guerra: solo novembre e dicembre 2025 (rispettivamente 23 e 26) ne hanno registrati di più.
Odessa nel mirino
Attacchi attribuiti alle forze russe hanno avuto luogo nelle ultime ore a Odessa, dove sono stati colpiti alcuni edifici residenziali: è quanto reso noto dal capo dell’amministrazione militare locale, Serhiy Lysak, citato dai media ucraini. Secondo Ukrainska Pravda, ci sono almeno due feriti.
Lysak aveva reso noto di raid russi anche durante la nottata tra mercoledì e giovedì, con diversi edifici civili colpiti e un bilancio di una decina di feriti. Intanto, l’Aeronautica militare ucraina ha reso noto via Telegram che nelle ultime ore sono stati “intercettati circa 190 droni nemici” diretti verso località del nord, del sud e dell’est del Paese.





