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La festa del lavoro: dall’operaio al robot in un Mondo che cambia

La festa del lavoro: dall’operaio al robot in un Mondo che cambia

venerdì, 1 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Perché si festeggia la festa del lavoro e perché i festeggiamenti si tengono il primo maggio?

In fisica la formula del lavoro è: L=F.S Lavoro uguale a forza per spostamento. Ma se ci riflettiamo anche al di fuori della fisica il lavoro corrisponde ad uno spostamento in avanti, come dire ad un cambiamento e a una trasformazione. Il nostro pianeta sarebbe cambiato in centinaia di milioni di anni senza il lavoro umano che lo ha modificato in poche migliaia di anni. Un tale miracolo è degno quindi di una celebrazione e non esiste un lavoro che sia più importante di un altro.

Esistono lavori più impegnativi e più carichi di responsabilità come ci insegna il monologo di Menenio Agrippa narrando la secessione della plebe romana sul MonteSacro nel 494 B.C. Tutti i lavori sono peròindispensabili. Venendo ai nostri giorni per fare un esempio se non ci fossero gli addetti alle pulizie e alla sterilizzazione delle Camere Operatorie i chirurghi non potrebbero lavorare con sicurezza. Quindi ogni lavoratore è degno del massimo rispetto.

Fatica e pericolo

Quello che differenzia un lavoro dall’altro è la responsabilità, la fatica e il pericolo; pertanto ci sono lavori più o meno usuranti. Ma non è stato sempre così. Nel mondo classico c’era la piaga della schiavitù; proprio questo lavoro così a buon mercato ha fermato lo sviluppo della tecnologia nel mondo antico che aveva conoscenze scientifiche molto avanzate.

Eratostene infatti sapeva che la terra è una sfera e ne calcolò il raggio con un errore trascurabile. L’esistenza della schiavitù è stata probabilmente uno dei motivi per il diffondersi e l’affermarsi del Cristianesimo nel mondo classico e appare incredibili che nel mondo moderno cristianizzato si potesse concepire la tratta di schiavi dall’Africa.

La rivoluzione industriale

Con lo sviluppo della Rivoluzione Industriale si venne a creare una nuova forma di schiavitù del lavoro che ha dato origine ad un episodio che spiega la scelta del primo maggio come festa dei lavoratori. Negli USA l’orario di lavoro nelle fabbriche arrivava anche a 16 ore al giorno.

Un forte movimento sindacale che richiedeva una riduzione ad otto ore si formò a Chicago. La prima grande manifestazione si tenne il primo maggio 1886 e proseguì per giorni. Il 4 maggio a Haymark square ci furono incidenti con morti e feriti. Per ricordare questo episodio di lotta per la conquista dei diritti dei lavoratori la

L’Internazionale Socialista

Seconda Internazionale Socialista tenutasi a Parigi nel 1888 indicò la data del primo maggio come festa dei lavoratori. Mussolini la spostò durante il ventennio al 21 aprile per allontanarla dalla connotazione socialista e per la stessa ragione tutt’ora negli USA Labor day si celebra il primo lunedì di settembre.

La dignità del lavoratore

Senza lavoro non c’è dignità. Purtroppo il lavoro è sottoposto a molte minacce. All’alba della rivoluzione industriale la meccanizzazione nella produzione dei tessuti indusse la preoccupazione per la perdita dei posti di lavoro e fece sviluppare un movimento anti progressista denominato luddismo.

Gli interrogativi sul futuro

Oggi lo sviluppo dei robot guidati dalla intelligenza artificiale sarà un bene o un male per l’umanità? Avremo più tempo libero o perderemo molti posti di lavoro? Controlleremo queste fantastiche macchine o saranno loro a controllare noi? Saranno in definitiva qualcosa di positivo o di negativo? Manzoni scrivendo: ai posteri l’ardua sentenza, avrà avuto qualche preveggenza?

Achille Lucio Gaspari

Achille Lucio Gaspari

Professore ordinario Università Tor Vergata di Roma

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