Lo spazio come motore di sviluppo industriale, innovazione tecnologica, sicurezza e crescita economica. Ma anche come elemento capace di unire istituzioni, imprese e territori attorno a una visione strategica condivisa. È il messaggio lanciato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante la conferenza stampa di presentazione degli “Stati Generali dello Spazio”, il ciclo di 20 eventi promosso dall’Intergruppo parlamentare sullo Spazio che coinvolgerà l’intero Paese. “Lo spazio unisce il Paese e rappresenta in maniera significativa una Italia che torna protagonista”, ha affermato Urso, sottolineando come il settore sia ormai centrale non soltanto per la sicurezza e la difesa, ma anche per la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e la competitività delle imprese italiane sui mercati globali.
L’iniziativa, alla quale aderiscono forze politiche di maggioranza e opposizione, coinvolgerà i 16 distretti industriali dell’aerospazio presenti sul territorio nazionale e vedrà la partecipazione di 15 ministri. Un progetto che, secondo il ministro, dimostra come la space economy rappresenti una priorità strategica condivisa e un ambito nel quale l’Italia può giocare un ruolo da protagonista in Europa e nel mondo.
Agenzia Spaziale Europea
Urso ha ricordato il ruolo dell’Italia alla guida dell’Agenzia Spaziale Europea, impegnata sia nella definizione della futura normativa spaziale europea sia nello sviluppo dei programmi destinati a rafforzare l’autonomia strategica del continente. Parallelamente prosegue la collaborazione con la Nasa nell’ambito del programma Artemis, che punta al ritorno dell’uomo sulla Luna. “In Italia sarà realizzato il modulo abitativo destinato agli astronauti che vivranno per lunghi periodi sul nostro satellite”, ha spiegato il ministro, evidenziando come il sistema industriale nazionale disponga delle competenze tecnologiche necessarie per affrontare le sfide della nuova corsa allo spazio.
A sostegno del comparto il governo ha previsto investimenti per quasi 8 miliardi di euro entro il 2028. Una scelta che trova riscontro nei numeri del settore. Tra il 2021 e il 2024 il fatturato della filiera spaziale italiana è cresciuto da 1,9 a 3,1 miliardi di euro, mentre gli addetti sono passati da 5.900 a 8.900 unità. Positivi anche i dati dell’export aerospaziale, aumentato del 23,3% nel 2025 rispetto al 2022, e quelli relativi agli investimenti esteri, cresciuti del 37,1% nel 2024 rispetto a due anni prima.
Osservazione della Terra
Particolarmente dinamico il comparto dell’Osservazione della Terra. Nel 2025 il mercato italiano dei servizi collegati ai dati satellitari ha raggiunto un valore di 340 milioni di euro, registrando una crescita del 73% rispetto al 2022, superiore a quella media europea (+65%). A livello continentale il mercato vale oggi 2,66 miliardi di euro. Lo scenario globale conferma il potenziale di sviluppo della space economy. Secondo le stime richiamate durante la conferenza, entro il 2035 l’economia dello spazio potrebbe generare nel mondo ricavi per 1.790 miliardi di dollari, considerando sia le attività direttamente collegate al settore sia quelle rese possibili dalle tecnologie spaziali nei diversi comparti produttivi.
Tra i progetti strategici citati da Urso figura anche la partecipazione italiana al programma europeo Bromo, sviluppato insieme a Leonardo, Thales e Airbus con l’obiettivo di creare un grande campione industriale continentale capace di competere a livello globale e rafforzare l’autonomia tecnologica europea.
Tra investimenti e formazione
Gli Stati Generali dello Spazio prenderanno il via il prossimo 15 giugno da Potenza e si concluderanno a novembre con una sessione plenaria a Milano. Per il Presidente dell’Intergruppo parlamentare sullo Spazio, Andrea Mascaretti, la leadership italiana nel settore deve essere continuamente alimentata attraverso investimenti, innovazione e formazione. “Lo spazio può essere il motore trainante dell’economia europea e rappresenta una risposta concreta alle sfide del lavoro del futuro, della sostenibilità ambientale e dello sviluppo socioeconomico”, ha sottolineato.





