La giunta militare del Mali ha chiesto ufficialmente alle forze russe di intervenire per “ristabilire l’ordine” in diverse regioni del Paese, ma la situazione è rapidamente degenerata quando militanti armati hanno fatto irruzione in più località del centro e del nord, cogliendo di sorpresa sia l’esercito maliano sia i consiglieri stranieri presenti sul terreno. L’appello a Mosca, confermato da fonti governative, arriva in un momento di crescente fragilità per la giunta, già sotto pressione per l’incapacità di contenere l’avanzata dei gruppi jihadisti e delle milizie locali. Secondo testimonianze raccolte da organizzazioni internazionali, gli attacchi sarebbero avvenuti poche ore dopo l’annuncio della richiesta di supporto russo, alimentando il sospetto che i militanti volessero dimostrare la debolezza del governo e la vulnerabilità delle sue alleanze.
Le incursioni hanno colpito posti di controllo, edifici amministrativi e convogli militari, costringendo le autorità a imporre coprifuochi e a dispiegare rinforzi nelle aree più esposte. La giunta, che negli ultimi anni ha progressivamente allontanato i partner occidentali per avvicinarsi alla Russia, sostiene che l’intervento di Mosca sia necessario per stabilizzare il Paese. Tuttavia, analisti regionali avvertono che la presenza russa, già significativa attraverso unità di sicurezza e addestratori, non è riuscita finora a invertire la tendenza del conflitto. L’ondata di attacchi dimostra come i gruppi armati mantengano una capacità operativa elevata e una mobilità che sfugge al controllo delle forze governative. La popolazione civile, stremata da anni di violenze, osserva con crescente sfiducia le mosse della giunta, mentre le organizzazioni umanitarie temono un ulteriore deterioramento della sicurezza.





