Un’operazione su larga scala ha scosso il Minnesota, dove agenti federali hanno effettuato perquisizioni in 22 sedi nell’ambito di un’indagine su presunte frodi ai danni del sistema di assistenza sociale. L’inchiesta, coordinata dal Dipartimento di Giustizia e dall’Ufficio per la Sicurezza Interna, mira a smantellare una rete di organizzazioni che avrebbero sottratto milioni di dollari destinati a programmi di sostegno alimentare e aiuti per famiglie a basso reddito. Secondo le prime ricostruzioni, le società coinvolte avrebbero falsificato documenti e gonfiato il numero dei beneficiari per ottenere fondi pubblici, poi dirottati su conti privati o investiti in attività commerciali. Le perquisizioni hanno interessato uffici, magazzini e centri di distribuzione in diverse contee, con il sequestro di computer, registri contabili e contratti sospetti.
Le autorità parlano di un “sistema sofisticato e ben organizzato”, attivo da anni e capace di sfruttare le falle burocratiche dei programmi federali. Alcuni indagati sarebbero già stati interrogati, mentre altri risultano irreperibili. Il procuratore federale ha definito l’operazione “un passo decisivo per proteggere i fondi destinati alle comunità più vulnerabili”. Il caso ha suscitato forte indignazione nell’opinione pubblica, in uno Stato dove la rete di assistenza sociale rappresenta un pilastro del welfare locale. Gli investigatori stimano che il danno complessivo possa superare i 50 milioni di dollari, ma il bilancio definitivo emergerà solo al termine delle verifiche. Per il Minnesota, l’inchiesta segna uno dei più vasti interventi federali contro la corruzione nel settore dell’aiuto pubblico degli ultimi anni.





