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Grano dai territori occupati, scontro tra Kiev e Israele. Nuovo raid ucraino su Tuapse

Kiev convoca l’ambasciatore israeliano, Zelensky: “Non è un’attività commerciale legittima”. L’Ue contatta Israele. Mosca rivendica avanzamenti nel Donetsk. Liberato in Bielorussia il giornalista Andrzej Poczobut
mercoledì, 29 Aprile 2026
2 minuti di lettura

L’arrivo ad Haifa di navi sospettate di trasportare cereali provenienti da territori ucraini occupati dalla Russia ha alzato la tensione tra Kiev e Israele. Volodymyr Zelensky ha definito “illegittimo” l’acquisto di grano ucraino “rubato” da Mosca. “Questo non è, e non può essere, un’attività commerciale legittima”, ha scritto, annunciando misure contro chi trae profitto da queste spedizioni. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha convocato l’ambasciatore israeliano a Kiev, denunciando la “mancanza di una risposta adeguata” dopo un precedente carico attribuito alla nave Abinsk e il nuovo caso della Panormitis. Il portavoce della diplomazia ucraina Heorhiy Tykhyi ha esteso l’accusa ad altri Paesi: “Proprio in questo momento una nave si sta avvicinando all’Egitto, un’altra all’Algeria”. Secondo Kiev, esiste una “flotta cerealicola ombra” russa. “Lo vediamo, non chiuderemo gli occhi e non lasceremo che passi senza una reazione adeguata”. Israele respinge le accuse. Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha replicato che “le accuse non costituiscono una prova” e che la vicenda sarà esaminata dalle autorità competenti.

Posizioni di Mosca e Ue

La Commissione europea ha confermato di avere contattato il ministero degli Esteri israeliano e ha avvertito che l’Ue resta pronta a colpire individui ed entità di Paesi terzi che aiutino Mosca ad aggirare le sanzioni. Il Cremlino evita il merito. Dmitry Peskov ha definito la vicenda una questione tra Kiev e Tel Aviv: “Che il regime di Kiev si regoli da solo con Israele, e Israele con il regime di Kiev. Noi non vorremmo commentare né intrometterci”.

Colpita ancora Tuapse

Lo Stato maggiore ucraino ha rivendicato il terzo attacco in dodici giorni alla raffineria russa di Tuapse, sul Mar Nero, già colpita il 16 e il 20 aprile. Le autorità del territorio di Krasnodar hanno riferito di un vasto incendio provocato da detriti di droni, con circa duecento persone impegnate nello spegnimento e l’evacuazione precauzionale delle strade vicine. Sul fronte terrestre, il ministero della Difesa russo ha rivendicato la conquista di Ilyichovka, nel Donetsk, mentre continua la pressione russa nell’est dell’Ucraina. Kiev non ha confermato. Nel nord, le autorità ucraine hanno denunciato nuovi raid nella regione di Sumy, con una vittima civile e diversi feriti.

Peskov ha riferito che Vladimir Putin ha ricevuto un rapporto dal ministro delle Emergenze Alexander Kurenkov e ha accusato Kiev di colpire depositi di petrolio destinati all’esportazione, contribuendo, secondo Mosca, al deficit sui mercati mondiali. Kiev rivendica invece il rafforzamento delle capacità offensive: secondo il ministero della Difesa ucraino, dal 2022 la gittata degli attacchi in profondità è passata da circa 630 a circa 1.750 chilometri. Mykhailo Fedorov ha affermato che a marzo le difese ucraine hanno abbattuto oltre 33.000 droni russi, dato mensile più alto dall’inizio dell’invasione.

Stranieri nell’esercito russo

L’intelligence militare ucraina accusa Mosca di voler reclutare nel 2026 circa 20.000 cittadini stranieri, soprattutto migranti dall’Asia centrale, ma anche da Paesi poveri di Africa e Asia. Secondo il rapporto dell’Hur, le verifiche hanno riguardato uomini stranieri tra i 18 e i 60 anni presenti nei distretti federali russi.

Liberato Poczobut

In Europa orientale, la giornata è stata segnata dallo scambio di prigionieri tra Polonia e Bielorussia. Tra i liberati c’è Andrzej Poczobut, giornalista polacco bielorusso e vincitore del premio Sakharov 2025, detenuto dal 2021 e condannato a otto anni con accuse considerate politiche da Varsavia. Donald Tusk ha parlato del “culmine di un intricato gioco diplomatico durato due anni”, ringraziando Stati Uniti, Romania e Moldova. L’inviato americano John Coale ha confermato il ruolo di Washington e ha detto di aspettarsi nuovi rilasci “nel prossimo mese”.

Roberta Metsola ha accolto la notizia con “sollievo e gioia immensi”, definendo Poczobut “un eroe, un europeo che ha lottato per la democrazia”. Secondo Reuters, nello scambio sono state coinvolte dieci persone, tra cui cittadini polacchi, moldavi, russi e bielorussi. Restano però centinaia di prigionieri politici nelle carceri di Minsk.

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