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Blitz al Brennero, Coldiretti denuncia: “Fiume di cibo straniero mascherato da italiano”

Dalla mozzarella tedesca ai prosciutti del Nord Europa: tonnellate di prodotti oltreconfine destinate alla trasformazione in Italia. “Così si ingannano consumatori e si schiacciano gli agricoltori”
martedì, 28 Aprile 2026
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Mozzarella tedesca già confezionata con immagini che richiamano la caprese italiana, prosciutti freschi dalla Danimarca pronti per la stagionatura, bastoncini di merluzzo prodotti in Germania ma venduti in confezioni in lingua italiana, kiwi cileni transitati dal porto di Rotterdam, pollo congelato olandese e fusti colmi di miele tedesco. È solo una parte dei prodotti individuati dai diecimila agricoltori della Coldiretti durante i controlli sui tir fermati al valico del Brennero con il supporto delle forze dell’ordine.

Un flusso di alimenti in entrata

Secondo l’organizzazione agricola, si tratta di un flusso continuo di derrate alimentari straniere che ogni giorno attraversano i confini per essere lavorate e commercializzate in Italia, alimentando pratiche ritenute ingannevoli per i consumatori e penalizzanti per i produttori nazionali.

Prosciutti e latticini

Le cosce di maiale fresche risultano tra i prodotti più diffusi nei camion controllati. Arrivano da Germania, Olanda, Danimarca e Francia per essere stagionate e poi rivendute, talvolta anche sul mercato italiano, sfruttando le zone d’ombra di alcuni disciplinari.
Non meno rilevante il comparto lattiero-caseario: mozzarella prodotta all’estero e già pronta per la vendita, spesso con confezioni evocative dell’italianità, insieme a latte, yogurt e altri derivati trasportati in grandi quantità da Francia e Germania. Una dinamica che Coldiretti definisce “paradossale”, considerando che agli allevatori italiani viene spesso richiesto di accettare prezzi più bassi per presunte eccedenze produttive.

Dal pesce alla frutta

Le irregolarità segnalate riguardano l’intera filiera alimentare. Bastoncini di pesce di origine tedesca con etichette in italiano, ortaggi olandesi destinati alla trasformazione e commercializzati senza indicazione d’origine, kiwi cileni importati via Rotterdam: esempi di una catena produttiva dove, secondo Coldiretti, la trasparenza resta insufficiente.
A ciò si aggiungono miele tedesco utilizzato nell’industria dolciaria e confetture con etichettature poco chiare, mentre i produttori italiani si confrontano con prezzi sempre più bassi, anche a causa della pressione delle importazioni.

Controlli a tutela dei consumatori

L’operazione al Brennero è stata resa possibile grazie all’intervento della Guardia di Finanza, con il supporto della polizia e dell’Icqrf. Un sistema di controlli che Coldiretti considera fondamentale per garantire il rispetto delle regole e la sicurezza alimentare.

Obbligo di etichette con l’origine

Tra le richieste principali emerge l’introduzione dell’obbligo di indicare l’origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa e una revisione del codice doganale, in particolare della norma sull’“ultima trasformazione sostanziale”, ritenuta responsabile di consentire pratiche commerciali poco trasparenti.
Per Coldiretti, maggiore chiarezza in etichetta rappresenta un passaggio decisivo per tutelare sia i consumatori sia il lavoro degli agricoltori italiani.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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