“Abbiamo bisogno della pace. A pagare il conto della guerra sono sempre i contadini e la salute dei cittadini consumatori”. È un messaggio netto e senza ambiguità quello con cui Coldiretti torna al Brennero oggi, dalle ore 9 alle 17, per una grande manifestazione nazionale che vedrà la partecipazione di circa 10mila agricoltori provenienti da tutta Italia. In prima linea il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo, insieme a una base associativa sempre più preoccupata per il futuro del comparto.
Conflitti e instabilità danni enormi
La mobilitazione arriva in un momento particolarmente delicato per l’agricoltura italiana, già provata dagli effetti dei conflitti internazionali e dalle tensioni geopolitiche che stanno incidendo in modo diretto sui costi di produzione. L’instabilità in Medio Oriente e le criticità legate allo stretto di Hormuz stanno infatti determinando una nuova impennata dei prezzi di energia, carburanti e fertilizzanti, voci che incidono pesantemente sui bilanci delle aziende agricole.
Import, serve più trasparenza
Uno scenario per la Coldiretti che rischia di compromettere la competitività del Made in Italy agroalimentare, mentre cresce parallelamente la pressione delle importazioni dall’estero. Prodotti che spesso entrano nel mercato nazionale senza un’adeguata trasparenza e che, attraverso meccanismi normativi come quello dell’“ultima trasformazione sostanziale”, possono essere presentati come italiani pur non essendolo realmente. Una distorsione che penalizza gli agricoltori e inganna i consumatori, mettendo a rischio la fiducia nella filiera alimentare.
Regole sulle etichettature
Il Brennero, luogo simbolo dell’ingresso delle merci straniere in Italia, diventa così il teatro di una protesta che è anche una proposta. Coldiretti chiede con forza regole più chiare sull’etichettatura d’origine, per garantire ai cittadini il diritto di sapere cosa portano in tavola e per difendere il reddito degli agricoltori. Al centro anche la necessità di contrastare la diffusione di alimenti ultra-formulati, considerati un ulteriore elemento di criticità per la salute e per il modello alimentare italiano.
Fermare le frodi
La giornata sarà inoltre l’occasione per rilanciare un risultato definito storico dall’organizzazione: l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”. Un traguardo raggiunto dopo oltre un decennio di impegno, che rappresenta un passo decisivo nella lotta contro le agromafie e le frodi nel settore.
Rivendicazioni globali
La manifestazione del 27 aprile si inserisce dunque in un quadro più ampio di rivendicazioni che riguardano non solo il mondo agricolo, ma l’intero sistema economico e sociale. Per Coldiretti, la difesa della sovranità alimentare passa dalla tutela delle imprese agricole, dalla trasparenza per i consumatori e, soprattutto, da un contesto internazionale più stabile. Perché, come ribadito nel messaggio della mobilitazione, senza pace non può esserci né sicurezza alimentare né futuro per l’agricoltura.
No ai cibi super processati
Il Brennero, luogo simbolo dell’ingresso delle merci straniere in Italia, diventa così il teatro di una protesta che è anche una proposta. Coldiretti chiede con forza regole più chiare sull’etichettatura d’origine, per garantire ai cittadini il diritto di sapere cosa portano in tavola e per difendere il reddito degli agricoltori. Al centro anche la necessità di contrastare la diffusione di alimenti ultra-formulati, considerati un ulteriore elemento di criticità per la salute e per il modello alimentare italiano.
Contro le agromafie
La giornata sarà inoltre l’occasione per rilanciare un risultato definito storico dall’organizzazione: l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”. Un traguardo raggiunto dopo oltre un decennio di impegno, che rappresenta un passo decisivo nella lotta contro le agromafie e le frodi nel settore.
Difendere la sovranità alimentare
La manifestazione del 27 aprile si inserisce dunque in un quadro più ampio di rivendicazioni che riguardano non solo il mondo agricolo, ma l’intero sistema economico e sociale. Per Coldiretti, la difesa della sovranità alimentare passa dalla tutela delle imprese agricole, dalla trasparenza per i consumatori e, soprattutto, da un contesto internazionale più stabile. Perché, come ribadito nel messaggio della mobilitazione, senza pace non può esserci né sicurezza alimentare né futuro per l’agricoltura.





