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Agricoltura 5.0, un’azienda ortofrutticola su cinque è già digitale

Da Coldiretti emerge la spinta verso innovazione e sostenibilità: meno consumi, efficienza ed export nonostante il peso della crisi energetica
mercoledì, 22 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Un’impresa ortofrutticola su cinque ha già adottato soluzioni di agricoltura 5.0, digitalizzando i processi produttivi per ridurre l’uso di fertilizzanti, acqua ed energia. È quanto emerge dal primo censimento europeo sulla maturità digitale delle aziende agricole realizzato dal Polo Innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, presentato in occasione dell’inaugurazione del Macfrut di Rimini.
L’obiettivo è duplice: da un lato aumentare la sostenibilità delle produzioni, dall’altro contenere i costi e ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti esterni. Temi al centro dell’incontro organizzato da Coldiretti, alla presenza del presidente Ettore Prandini e di rappresentanti delle istituzioni e della filiera agroalimentare.

Risparmio e nuove tecnologie

Tra le aziende che hanno investito in innovazione, le soluzioni più diffuse riguardano l’ottimizzazione dei consumi energetici e idrici (entrambe al 26%), seguite dalla riduzione di fertilizzanti e agrofarmaci (25%). Cresce anche l’interesse per la produzione di energia sostenibile – dall’agrivoltaico al biogas – che coinvolge il 18% delle imprese, mentre resta più contenuto l’impegno sul fronte della logistica (5%).

Il peso della crisi energetica

La necessità di contenere i costi produttivi è diventata ancora più urgente alla luce della crisi energetica legata al conflitto in Iran. Il prezzo dei fertilizzanti, come l’urea, è salito del 48%, passando da 585 a 865 euro a tonnellata. A incidere è anche l’aumento del gasolio agricolo, quasi raddoppiato da inizio anno (da 0,85 a 1,61 euro al litro), con il rischio di compromettere semine e trapianti primaverili.

Tea e resilienza climatica

L’innovazione passa anche dalle Tecniche di evoluzione assistita (Tea), che consentono di intervenire in modo mirato sul Dna delle piante senza introdurre materiale genetico esterno. Si tratta di strumenti che accelerano i processi naturali, permettendo di sviluppare varietà più resistenti agli effetti dei cambiamenti climatici.

Contratti di filiera e stabilità

Accanto alla digitalizzazione, acquistano sempre più importanza, osserva la Coldiretti, i contratti di filiera, fondamentali per garantire una distribuzione equa del valore, tracciabilità e sostenibilità. Nel 2025, grazie al lavoro di Filiera Italia, sono stati commercializzati 30 milioni di chilogrammi di ortofrutta per un valore di 38 milioni di euro. Nei primi tre mesi del 2026 si registrano già 8 milioni di chilogrammi venduti e 11 milioni di euro di fatturato.

Export da record

Nonostante le difficoltà legate a guerre, dazi e rincari, l’export sostiene la Coldiretti, ortofrutticolo italiano continua a crescere. Nel 2025 ha raggiunto il valore record di 13 miliardi di euro tra prodotto fresco e trasformato. A trainare è la frutta fresca (+16%, per 4,7 miliardi), seguita dal comparto trasformato (+13%, 2 miliardi). Più contenuta la crescita degli ortaggi freschi (+1%, 4,2 miliardi), mentre calano quelli trasformati (-4%, 2,1 miliardi), soprattutto per la flessione dei derivati del pomodoro.

Accordo sulla filiera dei funghi

Nel corso dell’incontro è stato infine siglato un protocollo d’intesa tra l’Associazione Italiana Fungicoltori, Coldiretti e Filiera Italia per sostenere e valorizzare la produzione nazionale di funghi. Un comparto strategico per l’agroalimentare italiano, che punta a rafforzare competitività, innovazione e integrazione lungo tutta la filiera.

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