L’agricoltura italiana cambia volto, mantenendo una sostanziale stabilità nel numero complessivo dei braccianti ma mostrando segnali evidenti di trasformazione nella qualità e nell’organizzazione del lavoro. È quanto emerge dall’analisi degli elenchi anagrafici 2025 dei lavoratori agricoli pubblicati dall’Inps e studiati dal Cres.
A commentare i dati è la sSgretaria generale della Uila, Enrica Mammucari, che parla di un settore “in costante cambiamento” e caratterizzato da forti differenze territoriali. Il dato più significativo riguarda l’aumento delle giornate lavorate: per la prima volta si supera la soglia delle 100 giornate annue pro capite.
Un indicatore che, insieme al calo del 4,5% degli operai impiegati per meno di 10 giornate, suggerisce una tendenza verso una maggiore stabilità occupazionale. In altre parole, meno lavoro occasionale e più continuità, con rapporti che diventano progressivamente più strutturati tra lavoratori e imprese.
Parallelamente, cresce il ruolo dei lavoratori stranieri, ormai considerati un pilastro del Made in Italy agricolo. Il loro numero aumenta di quasi il 6%, mentre le giornate lavorate registrano un incremento superiore al 9%. Un’evoluzione che riflette la trasformazione del mercato del lavoro agricolo e la sua crescente dipendenza da manodopera internazionale.
Criticità
Ma il quadro non è privo di criticità. “Lo scenario è fatto di luci e ombre”, sottolinea Mammucari. Tra le priorità emerge l’urgenza di una piena integrazione dei lavoratori stranieri: quando quasi un lavoratore su due parla una lingua diversa dall’italiano, diventa necessario sviluppare politiche mirate che ne valorizzino il contributo e rispondano alle loro esigenze specifiche. Altre sfide riguardano il ricambio generazionale e la partecipazione femminile. Oltre il 10% dei lavoratori ha più di 60 anni, segnale di un settore che fatica ad attrarre giovani. Allo stesso tempo, si registra una tendenza all’espulsione dell’occupazione femminile, che richiede interventi strutturali, a partire dal rafforzamento del welfare rurale.
Secondo la Uila, le soluzioni sono già delineate nella piattaforma presentata per il rinnovo del contratto nazionale degli operai agricoli. Tra i punti chiave: riconoscimento delle esigenze dei lavoratori stranieri, rafforzamento della bilateralità e valorizzazione della continuità professionale.
“La risposta alle sfide è alla nostra portata”, conclude Mammucari, indicando nella collaborazione tra tutte le parti del settore la strada per garantire uno sviluppo più equo ed efficiente dell’agricoltura italiana.





